Cosa verificare prima di firmare un contratto di lavoro

(foto Shutterstock)

Tutte le informazioni utili da sapere quando si accetta un nuovo lavoro da dipendente

Tutte le informazioni utili da sapere quando si accetta un nuovo lavoro da dipendente

Categoria e livello

Le categorie in cui un lavoratore dipendente può essere inquadrato sono quelle di operaio, impiegato, quadro o dirigente. In base al grado di autonomia e alla mansione richiesti per lo svolgimento del lavoro viene assegnato un livello, che può corrispondere a un numero (1, 2, 3), a una lettera (A, B, C), o alla combinazione di entrambe (1A, 2B, 3C). Entrambe devono essere note al lavoratore che potrà così verificare l’entità di altri istituti come la retribuzione, il preavviso nelle dimissioni, le ferie ecc.

Retribuzione

La retribuzione, di regola, è lorda – cioè senza che vi siano sottratti i contributi e le tasse che il lavoratore dovrà pagare mensilmente – e corrisponderà a tante mensilità quante ne prevede il contratto collettivo applicato dal datore (13 o 14 normalmente).

Quello che è fondamentale verificare è la retribuzione minima, disposta dal c.c.n.l. applicato, in base al livello di inquadramento. È poi possibile che si aggiungano altre forme di retribuzione, ad esempio un’indennità (es. di funzione o di cassa) collegata a quello che il lavoratore fa, o una somma aggiuntiva di retribuzione a titolo di superminimo collettivo o individuale.
In presenza di alcune
clausole accessorie è importante che il lavoratore verifichi anche gli importi eventualmente negoziati.

Mansione

La mansione è l’insieme delle attività che il dipendente andrà a svolgere e per le quali è stato assunto. È importante che la descrizione della mansione, soprattutto se vi è un patto di prova, sia completa e dettagliata.
Ad esempio, se ci si occupa solo dell’amministrazione contabile e della predisposizione delle fatture delle vendite di un’azienda, non è sufficiente una job description come “impiegato addetto all’amministrazione”; ma sarebbe più corretto specificare le principali attività e aree di lavoro: “impiegato amministrativo addetto al back office commerciale in particolare alla contabilità delle vendite”. 

La mansione è importante perché, unitamente ad altri elementi, ci colloca in un livello piuttosto che in un altro, a cui possono corrispondere diverse retribuzioni.
Quando si instaura un rapporto di lavoro di apprendistato è fondamentale che sia esplicitata la mansione, in quanto essa potrebbe determinare oppure no la legittimità del contratto stesso rispetto a pregressi rapporti del lavoratore

Eventuale data di scadenza del contratto

Il contratto può essere a tempo determinato, quindi con una data di scadenza, o a tempo indeterminato, cioè senza alcuna fine prestabilita.

È importante verificare la data di scadenza in quanto, se lo stesso dovesse superare i 12 mesi, il datore di lavoro dovrebbe apporre una specifica causale per l’instaurazione del rapporto a tempo determinato.

Durata del periodo di prova

Datore di lavoro e lavoratore possono decidere di sfruttare il periodo di prova per conoscersi, verificare le competenze professionali e anche quelle personali.

È possibile non apporre affatto il periodo di prova al rapporto, e ciò comporta l’essere dal primo giorno di lavoro confermati in servizio.

Quando si sottoscrive la clausola del periodo di prova è importante verificare che il periodo di durata massima sia corretto rispetto al livello di inquadramento. Infatti, qualora il periodo di prova fosse errato e superasse quello disposto dal c.c.n.l., il lavoratore, a scadenza del periodo di prova massimo, sarebbe considerato confermato. In tal senso non si potrebbe più recedere liberamente, ovvero senza dare preavviso al datore di lavoro, come invece è previsto nel corso del periodo di prova (la stessa facoltà resta in capo al datore di lavoro).

Clausole accessorie

All’interno dei contratti possono essere presenti anche delle clausole accessorie. Si tratta di clausole non obbligatorie che le parti possono decidere di apporre al contratto. Qualora siano presenti bisogna constatarne la validità.
Vediamo quali sono.

Clausola di riservatezza

La clausola di riservatezza è quell’obbligo che prevede la non divulgazione di segreti o informazioni relative all’azienda e/o i suoi affari. Per tale obbligo può non essere previsto alcun compenso.

Patto di non concorrenza

Il patto di non concorrenza prevede che, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore non inizi a lavorare per aziende concorrenti, né svolgendo la medesima mansione né in qualsiasi altra.
È importante verificare che la
durata massima della clausola non sia superiore a 3 anni (5 in caso di dirigenti), che sia previsto un congruo compenso, e che l’ampiezza dell’oggetto dell’accordo e del luogo non sia troppo estesa.

Patto di stabilità

Il patto di stabilità impegna il lavoratore a dare un preavviso maggiore in caso di dimissioni o a pagare delle penali nel caso in cui sia stata concordata una permanenza in azienda per un minimo di tempo.

Tale impegno può riguardare entrambe le parti, quindi anche il datore di lavoro, o solo il lavoratore purché gli venga corrisposta una somma congrua per il suo impegno unilaterale. Il corrispettivo di tale patto può anche equivalere al valore di corsi erogati, purché non obbligatori, al lavoratore. 

 

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