L’assegno di ricollocazione. Di cosa si tratta?

(foto Anpal)

I beneficiari del reddito di cittadinanza hanno a disposizione una somma virtuale da utilizzare nella ricerca del lavoro

L’assegno di ricollocazione è una somma virtuale a disposizione dei disoccupati per poter usufruire del “servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro”, ossia frequentare momenti di formazione e ricercare nuove opportunità lavorative. L’obiettivo è valorizzare o migliorare l’esperienza lavorativa del disoccupato, cercando di accorciare la distanza tra domanda ed offerte di lavoro. I servizi vengono offerti dai Centri per l’Impiego o da altri enti accreditati.

A chi spetta l’assegno di ricollocazione?

L’assegno, introdotto dall’art. 23 del decreto legislativo 150/2015 è stato inizialmente previsto solo per i lavoratori che avevano diritto alla NASpI. In seguito all’introduzione del reddito di cittadinanza con il decreto legge 4/2019, l’assegno può essere richiesto dai beneficiari del medesimo reddito, mentre è stata sospesa tale facoltà per i lavoratori disoccupati.
Possono accedere a questa misura di sostegno anche i lavoratori che beneficiano della cassa integrazione guadagni straordinaria, purché i loro profili e ambiti siano previsti dall’Accordo di ricollocazione sottoscritto dalla loro azienda e dalle organizzazioni sindacali.

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Come funziona?

I beneficiari del reddito di cittadinanza, tenuti alla stipula di un patto per il lavoro, dopo 30 giorni dal ricevimento del primo assegno, ricevono dall’ANPAL l’assegno di ricollocazione: si tratta di un importo virtuale che potrà essere «speso» dal beneficiario presso gli enti preposti.

Per poterlo effettivamente spendere, una volta «ricevuto» l’assegno, il soggetto deve individuare il centro per l’impiego o altri enti accreditati (ad esempio le agenzie per lavoro o altre realtà) con cui avviare il proprio progetto di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro. C’è un termine perentorio: la scelta deve essere effettuata, a pena di decadenza, entro trenta giorni dal riconoscimento del diritto all’assegno di ricollocazione.

I servizi di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro

L’assegno di ricollocazione consente al beneficiario di usufruire dei servizi offerti dall’ente prescelto nella ricerca di una nuova occupazione. Le prestazioni a carico degli enti sono prestabilite dalla legge.

Il servizio di assistenza alla ricollocazione deve prevedere:

  • l’affiancamento di un tutor;
  • un programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali;

Quanto dura questo percorso? È in media di 6 mesi e può essere eventualmente prorogato.

Il soggetto che percepisce l’assegno di ricollocazione è obbligato a svolgere le attività individuate dal tutor e ad accettare l’offerta di lavoro (se congrua).

Nel caso di mancata partecipazione al programma o di ingiustificato rifiuto di un’offerta congrua di lavoro, il beneficiario perderà il diritto ad usufruire dell’assegno di ricollocazione.

A quanto ammonta l’assegno di ricollocazione?

Anche i Centri per l’Impiego e gli altri enti accreditati hanno interesse a che il disoccupato trovi un nuovo posto di lavoro. La disciplina, infatti, al fine di ottimizzare i risultati nella ricerca intensiva di lavoro, prevede che a questi spetti un importo pari all’assegno di ricollocazione nel caso di buon esito della procedura di ricerca. In particolare, l’ente incassa una somma da 1.000 euro a 5.000 euro nel caso di stipula di un contratto a tempo indeterminato incluso l’apprendistato, da 500 euro a 2.500 euro per un contratto a termine di 6 mesi, da 250 euro a 1.250 euro per un contratto da 3 a 6 mesi.

 

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