Legge 104, le regole per unioni civili e coppie di fatto

Permessi: unioni civili al pari dei matrimoni

(foto Shutterstock)

L’INPS ha preso una posizione precisa e supera le incertezze normative seguite alla legge Cirinnà

Le unioni civili e le coppie di fatto possono fruire della L. 104/1992

Con circolare n. 36/2022 l’INPS, a seguito della sentenza della Corte costituzionale del 2016, è ritornata a chiarire, dopo una prima circolare del 2017, che i permessi ex legge 104/1992 possono essere richiesti anche: 

  • dalla parte di un’unione civile che presti assistenza all’altra parte
  • dal convivente di fatto, di cui ai commi 36 e 37 dell’art. 1 l. 76/2016, che presti assistenza all’altro convivente.

In particolare, il diritto a usufruire dei permessi ex legge 104/1992, per assistere il disabile in situazione di gravità, può essere concesso, in alternativa: 

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  • al coniuge;
  • alla parte dell’unione civile;
  • al convivente di fatto;
  • al parente o all’affine entro il secondo grado;
  • a parenti o affini di terzo grado, qualora i genitori o il coniuge/la parte dell’unione civile/il convivente di fatto della persona con disabilità in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

I permessi ex. L. 104/92 possono essere fruiti dai conviventi di fatto solo per l’assistenza al convivente

I permessi ex L. 104/1992 possono essere usufruiti unicamente nel caso in cui si presti assistenza al convivente e non anche nel caso in cui si intenda rivolgere l’assistenza a un parente del convivente. 

La ragione sta nel fatto che il rapporto di affinità nasce per formalizzare il solo legame affettivo stabile di coppia ai soli fini della reciproca assistenza morale e materiale, e questo non include anche l’ampliamento dei doveri agli affini del partner.

Il congedo straordinario può essere fruito solo dalla parte dell’unione civile

Come indicato nella circolare INPS n. 38/2017, tra i soggetti individuati dal legislatore ai fini della concessione del congedo straordinario non vi è il convivente di fatto, ma solo la parte dell’unione civile che debba, tra l’altro, prestare assistenza all’altro partner.

 

 

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