Regole sulla durata di questo tipo di contratto, che prevede l’invio da parte di agenzie autorizzate di lavoratori presso aziende utilizzatrici
Il contratto di somministrazione prevede che le agenzie autorizzate (i somministratori) forniscano ad aziende terze (gli utilizzatori) forza lavoro.
È particolare perché genera automaticamente tre rapporti diversi:
Le modalità di assunzione sono due. Le parti (agenzia e lavoratore) possono quindi accordarsi affinché il lavoratore venga assunto:
Dal 1° gennaio 2019, la durata massima dei contratti a tempo determinato tra agenzia e somministrato cambia a seconda di queste due variabili:
Anche in questi casi è possibile sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato (cd. staff leasing) oppure a tempo determinato.
In ogni caso, fino al 30 settembre 2022, il lavoratore assunto a tempo indeterminato dall’agenzia e inviato in missione a termine può rimanere nell’azienda utilizzatrice anche per periodi superiori a 24 mesi senza che per questo motivo sorgano delle sanzioni in capo all’utilizzatore.
È bene sapere che, grazie al contratto di somministrazione, le parti possono accordarsi per utilizzarlo per qualsiasi esigenza e per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.
Quando esegue la sua prestazione, il lavoratore è sottoposto sia alle direttive e ai poteri dell’agenzia, sia a quelli dell’utilizzatore (azienda).
È bene specificare, però, che è l’agenzia a essere qualificata come datore di lavoro formale; ne consegue che tutti gli adempimenti obbligatori relativi alla costituzione, allo svolgimento e alla cessazione del rapporto di lavoro, nonché all’esercizio del potere disciplinare, rimangono in capo all’agenzia.
Dunque, per esempio, il lavoratore dovrà rivolgersi all’agenzia per eventuali infortuni, periodi di malattia, maternità, ferie e permessi.
In base ai principi di parità di trattamento e di non discriminazione, infine, il lavoratore somministrato deve avere un trattamento economico e lavorativo non inferiore rispetto a quello garantito ai lavoratori dipendenti dell’utilizzatore.
Questo si riflette su diversi aspetti, tra cui il welfare, i servizi sociali e assistenziali, i diritti di libertà e di attività sindacale, che dunque spettano al lavoratore con contratto di somministrazione nella stessa misura rispetto ai dipendenti dell’azienda utilizzatrice.
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