Quanto può durare il contratto di somministrazione?

Quanto può durare il contratto di somministrazione

(foto Shutterstock)

Regole sulla durata di questo tipo di contratto, che prevede l’invio da parte di agenzie autorizzate di lavoratori presso aziende utilizzatrici

Il contratto di somministrazione prevede che le agenzie autorizzate (i somministratori) forniscano ad aziende terze (gli utilizzatori) forza lavoro.

 

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È particolare perché genera automaticamente tre rapporti diversi:

  1. il rapporto tra agenzia di somministrazione e azienda utilizzatrice, che è regolato per mezzo del contratto commerciale di somministrazione;
  1. quello tra l’agenzia e il lavoratore, regolato per mezzo del contratto di lavoro in somministrazione;
  1. il rapporto indiretto tra l’azienda e il lavoratore somministrato.

 Come funziona il contratto di lavoro tra agenzia e lavoratore? 

Le modalità di assunzione sono due. Le parti (agenzia e lavoratore) possono quindi accordarsi affinché il lavoratore venga assunto: 

  • per mezzo di un contratto di somministrazione a tempo indeterminato. In questo caso, non vi sono limiti di durata del rapporto con l’azienda, ma solo la regola per cui, se l’azienda necessita di un lavoratore a tempo indeterminato, l’agenzia può inviare solo lavoratori da lei assunti a tempo indeterminato. Si applicano comunque le disposizioni previste per il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
  • Per mezzo di un contratto di somministrazione a tempo determinato. Il contratto avrà una durata pari a quella prevista per la missione. Per la somministrazione a termine, infatti, si applicano le regole previste dal Codice dei contratti relativamente ai contratti a termine, con alcune importanti eccezioni relative agli intervalli tra un contratto e l’altro e ai limiti numerici.

Qual è la durata massima dei contratti a termine tra agenzia e lavoratore?

Dal 1° gennaio 2019, la durata massima dei contratti a tempo determinato tra agenzia e somministrato cambia a seconda di queste due variabili:

  • se la somministrazione viene effettuata sempre con lo stesso utilizzatore, la durata da rispettare è quella prevista dal CCNL applicato da quest’ultimo
  • se invece la somministrazione riguarda diversi utilizzatori, la durata massima complessiva non può superare i 48 mesi.

Come funziona il rapporto tra utilizzatore e agenzia?

Anche in questi casi è possibile sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato (cd. staff leasing) oppure a tempo determinato.

In ogni caso, fino al 30 settembre 2022, il lavoratore assunto a tempo indeterminato dall’agenzia e inviato in missione a termine può rimanere nell’azienda utilizzatrice anche per periodi superiori a 24 mesi senza che per questo motivo sorgano delle sanzioni in capo all’utilizzatore.

È bene sapere che, grazie al contratto di somministrazione, le parti possono accordarsi per utilizzarlo per qualsiasi esigenza e per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.

Da cosa è caratterizzato il rapporto di lavoro del somministrato?

Quando esegue la sua prestazione, il lavoratore è sottoposto sia alle direttive e ai poteri dell’agenzia, sia a quelli dell’utilizzatore (azienda).

È bene specificare, però, che è l’agenzia a essere qualificata come datore di lavoro formale; ne consegue che tutti gli adempimenti obbligatori relativi alla costituzione, allo svolgimento e alla cessazione del rapporto di lavoro, nonché all’esercizio del potere disciplinare, rimangono in capo all’agenzia.

Dunque, per esempio, il lavoratore dovrà rivolgersi all’agenzia per eventuali infortuni, periodi di malattia, maternità, ferie e permessi. 

In base ai principi di parità di trattamento e di non discriminazione, infine, il lavoratore somministrato deve avere un trattamento economico e lavorativo non inferiore rispetto a quello garantito ai lavoratori dipendenti dell’utilizzatore.

Questo si riflette su diversi aspetti, tra cui il welfare, i servizi sociali e assistenziali, i diritti di libertà e di attività sindacale, che dunque spettano al lavoratore con contratto di somministrazione nella stessa misura rispetto ai dipendenti dell’azienda utilizzatrice.

 

 

Leggi anche:

Danni causati dal lavoratore in somministrazione: chi ne risponde?

Che cosa sono le agenzie per il lavoro?

 

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