Guida al calcolo della mensilità aggiuntiva durante il periodo di maternità
Parlare della maternità è sempre molto delicato perché la vita dei neo genitori, sia quella personale che professionale, verrà quasi completamente stravolta e si dovranno cercare nuovi equilibri.
Tante nostre lettrici, infatti, ci scrivono per chiedere chiarimenti in merito alla retribuzione che prenderanno quando saranno assenti dal lavoro per accudire il neonato. Questo perché? Con tutte le modifiche che si sono susseguite nel tempo, soprattutto per quanto riguarda il congedo parentale, non è spesso molto chiaro come maturano, durante queste assenze, le ferie, i permessi e le mensilità aggiuntive, tra cui la tredicesima.
In particolare non è facile capire se la loro retribuzione subirà variazioni, anche in senso peggiorativo, rispetto ai periodi precedenti. Tornando al tema delle mensilità aggiuntive, infatti, spesso ci chiedono se continueranno a percepirle in misura piena oppure no e, in quest’ultimo caso, come controllare che nella busta paga sia tutto regolare.
Se sei da poco mamma, sei in maternità e ti stai chiedendo, quindi, come funziona la tredicesima durante questi periodi, sei nel posto giusto!
In questo articolo spiegheremo nel dettaglio cosa succede alla tredicesima durante i periodi di maternità obbligatoria, anticipata e facoltativa. Vedremo anche chi deve pagare questa mensilità aggiuntiva, quando viene pagata e come calcolarla. Pronti? Iniziamo.
La tredicesima è da sempre considerata una mensilità aggiuntiva, ma a ben vedere è già inclusa nel calcolo della tua RAL e cioè della Retribuzione Annua Lorda.
Le aziende, infatti, quando propongono un’offerta di lavoro considerano già l’incidenza delle mensilità aggiuntive, sul totale delle voci che compongono la tua retribuzione annuale. La retribuzione lorda mensile, per l’appunto, è moltiplicata per 13 o 14 a seconda del numero di mensilità previste dal CCNL.
Per la tredicesima in particolare, devi sapere che è prevista dalla legge, pagata dal tuo datore di lavoro e che spetta a chiunque abbia un contratto da lavoro dipendente, senza differenza tra il tipo di contratto con cui si è assunti e la qualifica (operai, impiegati, quadri e dirigenti). Restano escluse però le seguenti figure:
L’importo della tredicesima è strettamente collegato al periodo lavorato e quindi alla presenza in azienda. In pratica, ogni mese lavorato (per mese si intende anche le frazioni superiori ai 15 giorni), fa maturare una parte della tredicesima, fino ad arrivare al 100% dell’importo. Questo vuol dire che, se hai lavorato per tutti i mesi dell’anno, avrai maturato tutte le quote (che nel gergo tecnico sono chiamate “ratei”) di tredicesima e avrai un importo che si avvicina di molto alla tua retribuzione mensile ordinaria.
Quindi, cosa succede alla tredicesima in maternità? Questa domanda è più che legittima perché potresti avere il dubbio se, essendo assente dal lavoro per via del congedo di maternità, non maturi la tredicesima. Ebbene, puoi stare tranquilla: in maternità si prende la tredicesima, anche se ci sono delle situazioni particolari da valutare. Dato che la legge tutela espressamente l’assenza per maternità, i mesi di non lavoro presi a questo titolo devono essere sempre considerati nel calcolo della tredicesima e quindi maternità e tredicesima vanno di pari passo.
Per un certo periodo, questa regola non valeva per la tredicesima in maternità facoltativa dato che, fino al 2022, chi prendeva il congedo parentale non vedeva maturare le singole quote di mensilità aggiuntiva durante i periodi di assenza.
Oggi, non è più così: tredicesima e maternità facoltativa funzionano in modo molto simile a quello che abbiamo spiegato qui sopra per la maternità obbligatoria. Nei paragrafi successivi ci soffermeremo meglio sul funzionamento di tutto questo.
La maternità obbligatoria ha una durata massima prevista dalla legge pari a 5 mesi per cui la mamma può scegliere se prenderli nel modo ordinario, e cioè due mesi prima del parto e tre mesi dopo, oppure in modalità flessibile.
Questo periodo è completamente e fortemente tutelato dalla legge che prevede anche il divieto per l’azienda di procedere al tuo licenziamento in quanto lavoratrice madre, salvo eventuali tuoi gravi comportamenti.
Ma non solo: è garantita anche una tutela economica perché in questa fase, la tredicesima e quattordicesima in maternità obbligatoria maturano regolarmente. In pratica, l’INPS paga l’80% dello stipendio comprendendo nella tutela tutte le giornate presenti nel periodo di astensione, tranne:
Queste giornate saranno, quindi, al 100% a carico del datore di lavoro.
Attenzione: se è previsto dal contratto collettivo applicato al tuo rapporto di lavoro, il datore di lavoro dovrà anche pagarti la cosiddetta “integrazione” e cioè la parte mancante tra l’80% assicurato dall’INPS e la tua retribuzione ordinaria mensile. Questo aspetto è molto importante per capire bene come funziona la tredicesima in maternità obbligatoria.
Nello specifico:
Vista la durata della maternità obbligatoria pari a 5 mesi, può succedere che tu abbia bisogno di chiedere la maternità anticipata, per motivi legati, ad esempio, a problemi di salute o lavori a rischio. In casi specifici, invece, l’astensione può essere anticipata in base a provvedimenti elaborati dall’Ispettorato oppure dalla ASL.
L’anticipo della maternità, infatti, è previsto principalmente per tre motivi:
Nonostante queste differenze, rimaniamo sempre nell’ambito della maternità obbligatoria, quindi valgono le regole che abbiamo visto per la tredicesima in maternità obbligatoria.
Non ti preoccupare, quindi, maturi la tredicesima anche in maternità anticipata. Tuttavia, il calcolo può variare se il tuo CCNL prevede regole specifiche o se ci sono periodi di sospensione non retribuita.
Con il congedo parentale, meglio conosciuto come maternità facoltativa, puoi scegliere di prolungare l’astensione dal lavoro dopo i primi cinque mesi obbligatori.
Su questo istituto si sono susseguite tante regole diverse e tante modifiche legislative, soprattutto per quanto riguarda l’età entro cui puoi utilizzare questo congedo e le modalità di pagamento dell’indennità dell’INPS.
A oggi, la situazione in estrema sintesi è la seguente. La durata massima di congedo parentale è:
L’indennità spettante, invece, è in genere pari al 30% della tua retribuzione mensile, ma con la Legge di bilancio del 2024 sono cambiate le carte in regola. Se prendi il congedo a partire dal 2024, infatti, hai i primi due mesi all’80% (nei primi sei anni di vita del proprio figlio) e i restanti al 30%.
Se inizi il congedo nel 2025, invece, avrai il primo mese all’80%, il secondo al 60% e i restanti al 30%.
E per quanto riguarda la tredicesima in maternità facoltativa? Il fatto che sia un’assenza volontaria non vuol dire che devi avere un trattamento peggiore. La legge, infatti, obbliga che non ci sia nessuna riduzione in materia di anzianità di servizio e che quindi, anche il periodo di assenza per congedo parentaleÈ il diritto, riconosciuto in capo a entrambi i genitori, di astenersi dal lavoro facoltativamente e contemporaneamente entro i primi anni di vita del bambino. More debba essere incluso nel calcolo della tredicesima.
Lo stesso Ispettorato del Lavoro, infatti, spiega in modo chiaro che i periodi di congedo parentale non ti riducono le ferie, i riposi e la tredicesima, a meno che il CCNL non preveda diversamente.
Ma quindi come funziona la maternità facoltativa con la tredicesima? L’assenza ti è pagata dall’INPS e, per espressa previsione di legge, nell’indennità che trovi in busta paga è già inclusa la quota di tredicesima.
Cosa vuol dire? Che quando ti sarà pagata la tredicesima, in genere, bisogna scorporare, e quindi togliere, la parte di tredicesima già inclusa nell’indennità Inps.
Un’altra cosa da controllare è se il CCNL prevede o meno l’integrazione della retribuzione a carico dell’azienda. Nel caso non sia prevista, allora si procede con l’operazione matematica spiegata sopra. Al contrario, se è prevista, bisogna controllare se l’importo che l’azienda è tenuta a integrare è maggiore o inferiore all’importo che l’INPS paga sotto forma di indennità.
Arriviamo al punto cruciale: come si calcola la tredicesima in maternità? Il principio di base è che maturi un dodicesimo della tredicesima per ogni mese lavorato. Anche quando il mese non è lavorato al 100%, comunque è considerato lavorato per intero quando sono superati 15 giorni.
Ecco un esempio pratico:
Se la tua retribuzione mensile è di 1.500 € e sei stata assunta all’inizio di maggio 2024, avrai 8 mesi pienamente lavorati e quindi il calcolo sarà:
(1.500 x 8) ÷ 12 = 1.000 €.
Per quanto riguarda i periodi di maternità, invece, abbiamo capito che la tredicesima matura sia durante l’obbligatoria che la facoltativa. Il calcolo nell’ipotesi di assenza dal lavoro per congedo nell’anno di maturazione, deve essere effettuato tenendo conto di due aspetti:
Non cedere alla disperazione: possono sembrare concetti molto complessi, ma se ti informi sull’obbligo o meno all’integrazione della retribuzione potrà risultare tutto più semplice.
Ora ti starai chiedendo: chi paga la tredicesima in maternità? La risposta l’abbiamo già un po’ svelata nei paragrafi precedenti e dipende dal tipo di regole previste dal CCNL.
In via del tutto generale, il datore di lavoro anticipa in nome e per conto dell’INPS l’indennità prevista per i congedi e, se previsto dal CCNL, la integra con una percentuale di retribuzione.
A seconda delle regole che abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, poi, pagherà, se deve, anche le quote di tredicesima relative ai periodi di assenza.
Un altra aspetto da tenere in considerazione e da non sottovalutare per garantire l’equilibrio economico del nucleo familiare è quando viene pagata la tredicesima in maternità.
Generalmente, non ci sono grandi sorprese dato che segue le tempistiche normali quindi, nella maggioranza dei casi, la tredicesima viene pagata insieme alla retribuzione riferita al mese di dicembre.
Il pagamento può avvenire insieme allo stipendio ordinario oppure con una busta paga separata.
Infine, la domanda che chiude il cerchio a tutti i nostri ragionamenti: la quattordicesima in maternità, invece, spetta?
Prima di tutto dobbiamo chiarire che non tutti i settori, o meglio, non tutti i CCNL, prevedono la quattordicesima mensilità.
Detto questo, se il tuo contratto prevede la quattordicesima, il principio è lo stesso della tredicesima. Durante la maternità obbligatoria, maturi anche i ratei della quattordicesima.
Ora che hai capito come funziona la tredicesima in maternità, sei pronta a gestire meglio i tuoi diritti. Che tu sia in maternità obbligatoria, anticipata o facoltativa, ricorda sempre di controllare il tuo contratto collettivo e, se hai dubbi, non esitare a chiedere al tuo datore di lavoro o al tuo Consulente del Lavoro.
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