Lavoratore rifiuta la riduzione dello stipendio nonostante la crisi aziendale

(foto Shutterstock)

Il rifiuto dell’accordo per il taglio dello stipendio, malgrado la crisi aziendale, non può giustificare il licenziamento del dipendente

IL FATTO

Una lavoratrice è stata licenziata per aver rifiutato di ridursi lo stipendio. La sua azienda, a causa di una forte crisi economica, le aveva proposto di tagliarsi una parte del compenso attraverso la firma di un accordo aziendale.

È possibile licenziare un dipendente che rifiuta il taglio di una parte della propria retribuzione nonostante una crisi aziendale?

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

L’azienda ha motivato il licenziamento della dipendente sostenendo la necessità improrogabile di riorganizzare, dal punto di vista economico e delle risorse umane, l’intero ufficio dove la lavoratrice operava, al fine di ridurre i costi e fronteggiare così la crisi che l’azienda stava attraversando.
Secondo i Giudici della Cassazione, il riferimento fatto dalla società alla necessità di una più economica gestione dell’ufficio dove lavorava la dipendente e la soppressione della sua posizione lavorativa era una evidente forzatura.
Infatti, la decisione di licenziare la dipendente il giorno successivo in cui si era rifiutata di sottoscrivere l’accordo aziendale per la riduzione dello stipendio era solo una evidente forma di ritorsione.
Sulla base di queste considerazioni la Cassazione, non trovando un legame certo tra la ristrutturazione dell’ufficio e la firma dell’accordo per la riduzione dello stipendio, ha ritenuto il licenziamento illegittimo e ordinato il reintegro della dipendente (Sentenza 3 dicembre 2019 n. 31527).

 

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