Airbnb, smart working libero ovunque senza ridurre stipendi

(foto Shutterstock)

Da giugno i dipendenti di Airbnb possono lavorare liberamente da casa, in qualsiasi città del loro Paese e dall’estero, a parità di retribuzione

Libertà di smart working garantita per sempre, retribuzione indipendente dal luogo di lavoro, possibilità di spostarsi dovunque nel proprio Paese alle stesse condizioni economiche, massima flessibilità anche per lavorare temporaneamente all’estero. Condizioni da sogno per la gran parte dei lavoratori, che un colosso dell’offerta ricettiva come Airbnb ha deciso di estendere ai suoi circa 6 mila dipendenti sparsi in tutto il mondo, di cui oltre 3 mila negli Stati Uniti.

La lettera del Ceo ai dipendenti di Airbnb

A fine aprile Brian Chesky ha indirizzato una lettera a tutti i dipendenti di Airbnb. Il 40enne Ceo e co-fondatore del più grande «affittacamere» online del pianeta – che nel 2021 ha fatturato 4,81 miliardi di dollari – ha specificato in cinque punti come sarà gestito lo smart working dell’azienda che negli ultimi 15 anni ha rivoluzionato il concetto di offerta ricettiva, aprendo le case delle persone a turisti e viaggiatori. 

I primi due punti segnano il passo verso il futuro. Da giugno 2022 i dipendenti di Airbnb potranno lavorare liberamente da casa oppure in ufficio, alle stesse condizioni economiche. Inoltre, potranno trasferirsi in qualsiasi città dello Stato in cui lavorano, senza subire una riduzione dello stipendio.

Chesky ha sottolineato che questo diritto sarà sempre valido, precisando che: «Solo un numero ristretto di lavoratori in alcuni ruoli dovrà lavorare in ufficio o in un luogo specifico per svolgere le proprie responsabilità lavorative principali».  

Il mondo intero per lavorare in smart working

La scelta dell’azienda riflette la mentalità espressa proprio dal suo stesso Ceo lo scorso gennaio, quando ha annunciato su Twitter di aver deciso di vivere in alloggi Airbnb, spostandosi di città in città ogni due settimane.

Una vita da nomadi non è esattamente un desiderio comune. Tante persone sognano però di potersi spostare spesso, proprio grazie al lavoro. E Airbnb è pronta a stendere loro il tappeto rosso, anche se al momento solo per qualche mese in base al terzo punto della lettera ai dipendenti.

«I trasferimenti internazionali permanenti sono molto più complessi e quindi non saremo in grado di supportarli quest’anno» ha chiarito Chesky. Ci si potrà comunque trasferire e lavorare in tutto il mondo per un massimo di 90 giorni all’anno in ciascuna località, comunicando all’azienda un indirizzo permanente per motivi fiscali.

Airbnb sta collaborando attivamente con i governi per rendere più facile per le persone viaggiare e lavorare in tutto il mondo. Oltre 20 Paesi offrono già visti per lavoro a distanza e altri ci stanno lavorando. «Anche se lavorare da luoghi diversi non è possibile per tutti, spero che tutti possano beneficiare di questa flessibilità quando sarà il momento giusto», ha sottolineato Chesky.

Riunioni ed eventi per rimanere in contatto e coordinamento continuo

La pandemia, che ha causato un notevole calo del volume di affari di Airbnb specialmente nel 2020, è stata metabolizzata in modo pragmatico. Gli ultimi due punti della lettera sono un richiamo diretto a questi ultimi due anni, che hanno segnato un’epoca e cambiato tanti paradigmi nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Lo smart working diventa una libera opzione senza svantaggi salariali, ma per Airbnb rimane fondamentale continuare a mantenere rapporti fisici. Ecco perché il suo numero 1 ha specificato che per rimanere in contatto saranno organizzate riunioni ed eventi.

Nella visione di Chesky proprio il passaggio a una cultura decentralizzata e ibrida del lavoro consentirà alla compagnia di assumere e mantenere le migliori persone del mondo.

«Due anni fa, il mondo è stato messo sottosopra. I nostri uffici hanno chiuso e ci siamo trovati a lavorare dalle nostre camere da letto, scantinati e uffici domestici», ha scritto Chesky ai dipendenti, «Ora dobbiamo riuscire a combinare il meglio del mondo digitale e il meglio del mondo fisico».  

Infine il coordinamento, ultimo ma non meno importante timone per qualsiasi impresa. «La spina dorsale del nostro modo di operare continuerà a essere il nostro unico calendario aziendale con la nostra tabella di marcia pluriennale», ha concluso il Ceo di Airbnb.

 

 

Leggi anche:

Microsoft, futuro sarà smart working, cloud, sostenibilità 

Carter & Benson, sì a settimana corta, «ma non parliamo di produttività» 

Lavoro ibrido: come, dove, quando

 

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi gratuitamente le ultime novità, le storie e gli approfondimenti sul mondo del lavoro.