L'apprendistato è una forma contrattuale utilizzata per favorire la formazione professionale
L’apprendistato viene spesso scambiato per un semplice tirocinio o per un lavoro “temporaneo”, ma in realtà è un contratto che ti dà diritti precisi e può essere utile sia per te sia per chi ti assume. È un vero contratto a tempo indeterminato pensato per la formazione dei giovani. Chi ti dà lavoro ha quindi due impegni: da una parte ti paga per l’attività che svolgi, dall’altra ti deve garantire la formazione necessaria per aiutarti a imparare un mestiere e ottenere una qualifica professionale.
Un punto molto importante riguarda le tutele. Se hai un contratto di apprendistato, sei una persona che lavora in azienda a tutti gli effetti. Questo significa che hai diritto a ferie retribuite, maternità, assegni familiari e copertura in caso di malattia o infortunio.
| Voce | Caratteristica |
|---|---|
| Cos’è l’apprendistato | È un contratto di lavoro a tempo indeterminato con finalità formative |
| Come funziona | Prevede lavoro e formazione nello stesso rapporto |
| Età | Tra i 18 e i 29 anni, quindi fino a 30 anni non compiuti |
| Durata minima | Superiore a 6 mesi, salvo eccezioni per i rapporti stagionali |
| Durata massima | 3 anni, elevabili a 5 nell’artigianato |
Il contratto di apprendistato è un vero contratto di lavoro a tempo indeterminato. La sua particolarità è che, oltre al normale rapporto tra lavoro svolto e stipendio, prevede anche un percorso di formazione. In pratica, lavori e allo stesso tempo impari una professione.
Di solito dura tra 3 e 5 anni. In questo periodo vieni assunto/a o assunta per lavorare, ma anche per acquisire competenze utili e costruire una preparazione professionale concreta.
È una delle forme contrattuali più usate per aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro e a formarsi, in genere tra i 15 e i 29 anni, anche se in alcuni casi può essere prevista anche in situazioni particolari.
Per capire bene come funziona il contratto di apprendistato, il primo punto da guardare è il Piano Formativo Individuale. È un documento importante allegato al contratto e serve a indicare il percorso di crescita e le competenze che andrai a imparare durante il rapporto di lavoro.
È utile ricordare anche che chi ti dà lavoro ha l’obbligo di affiancarti a una persona di riferimento, cioè un tutor aziendale, che segue il tuo percorso professionale.
La retribuzione può essere stabilita in percentuale rispetto a quella prevista per una persona già qualificata, oppure con un inquadramento graduale, secondo le regole del contratto collettivo applicato in azienda.
Alla fine del periodo di formazione, il rapporto può continuare come un normale contratto a tempo indeterminato, a meno che una delle due parti scelga di interromperlo.
La differenza tra stage e apprendistato è molto chiara e riguarda prima di tutto il tipo di rapporto che nasce con l’azienda. Lo stage, o tirocinio, non è un contratto di lavoro, ma un percorso di orientamento e formazione. L’apprendistato, invece, è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro subordinato. Questa differenza si vede subito anche sul piano economico e nei diritti. Chi svolge uno stage riceve un’indennità di partecipazione, che non è un vero stipendio. Chi ha un contratto di apprendistato, invece, riceve una retribuzione legata al proprio inquadramento.
Un’altra differenza importante riguarda contributi e tutele. Con l’apprendistato maturi i contributi per la pensione, puoi avere diritto alla NASpI, cioè l’indennità di disoccupazione, e hai copertura in caso di malattia e infortunio. Con lo stage, invece, in genere non versi contributi pensionistici e non hai le stesse tutele previste per chi ha un vero contratto di lavoro.
L’apprendistato è disciplinato dal decreto legislativo 81/2015.
A seconda delle finalità del contratto e dei soggetti destinatari, si distinguono tre tipi di apprendistato:
Innanzitutto sono previsti dei requisiti formali, senza i quali l’apprendistato è considerato nullo, ovvero il contratto deve avere forma scritta e deve poi contenere il Piano formativo individuale, che a sua volta deve indicare:
Attenzione: se il contratto non viene sottoscritto in forma scritta o non viene redatto e allegato il piano di formazione, il rapporto si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Abbiamo visto come funziona, ma fino a che età puoi fare l’apprendistato? In generale puoi essere assunto o assunta con questo contratto tra i 18 e i 29 anni, quindi fino a 30 anni non compiuti.
Ci sono però alcune eccezioni. In situazioni particolari, la legge permette di usare l’apprendistato anche dopo i 30 anni, per esempio per aiutare a rientrare nel mondo del lavoro chi è disoccupato e riceve alcune indennità di sostegno al reddito. In questi casi il contratto può quindi essere attivato anche con persone più adulte.
Per questo a volte si sente dire che esiste un apprendistato “senza limiti di età”, ma in realtà si tratta di casi specifici previsti dalla legge.
Fuori da queste eccezioni, l’apprendistato resta soprattutto uno strumento pensato per accompagnare i più giovani nella formazione e nell’ingresso stabile nel mondo del lavoro.
Se con l’apprendistato hai le stesse tutele degli altri dipendenti, hai anche gli stessi obblighi verso l’azienda. Essere alla prima esperienza non ti esonera dal rispettare le regole previste per chi lavora. È vero che il livello di autonomia e di competenza va valutato tenendo conto del percorso formativo, ma sugli altri doveri non ci sono eccezioni.
Per esempio, devi rispettare le direttive aziendali, le procedure operative, i protocolli di sicurezza e usare correttamente gli eventuali dispositivi di protezione. Allo stesso modo devi rispettare i colleghi e le colleghe e avere cura dei beni, degli strumenti e dei macchinari dell’azienda. In tutti questi casi, chi lavora con un contratto di apprendistato ha gli stessi doveri degli altri.
Anche nel contratto di apprendistato può essere previsto un periodo di prova, cioè una fase iniziale in cui tu e chi ti assume verificate se il rapporto funziona davvero per entrambe le parti. Durante questo periodo ciascuno può interrompere il rapporto senza preavviso, come succede anche negli altri rapporti di lavoro subordinato.
La durata del periodo di prova non è uguale per tutti. Di solito viene stabilita dal contratto collettivo del settore e può cambiare in base al tipo di attività, alla qualifica e al contratto applicato. In ogni caso, deve essere indicata in modo chiaro nel contratto di assunzione.
Se il periodo di prova finisce e nessuno interrompe il rapporto, il contratto continua normalmente e tu prosegui il tuo percorso di lavoro e formazione secondo quanto previsto dal Piano Formativo Individuale.
Chi ha un contratto di apprendistato prende in genere una retribuzione più bassa rispetto a chi ha già esperienza nello stesso ruolo. Questo succede perché, oltre a lavorare, stai anche seguendo un percorso di formazione professionale dentro l’azienda. In pratica, all’inizio vieni pagato meno perché stai imparando un mestiere e acquisendo esperienza. In ogni caso, la retribuzione deve aumentare nel tempo durante gli anni di apprendistato.
L’importo può essere calcolato in modi diversi, in base al tipo di apprendistato e al CCNL, cioè il contratto collettivo del tuo settore. In alcuni casi lo stipendio è stabilito come percentuale della retribuzione prevista per il livello finale. In altri casi si applica un inquadramento più basso, fino a un massimo di due livelli inferiori rispetto a quello che avrai alla fine del percorso. Per questo non esiste uno stipendio minimo uguale per tutti. Dipende dal contratto collettivo applicato. La tassazione, invece, segue in generale le stesse regole degli altri rapporti di lavoro da dipendente, mentre i contributi possono essere un po’ più bassi. Questo significa che le trattenute complessive possono risultare leggermente inferiori.
L’apprendistato deve avere una durata superiore a sei mesi. Fanno eccezioni i rapporti di lavoro stagionali, per i quali può essere prevista una durata inferiore. Quindi quanto dura il contratto di apprendistato? La durata massima dipende dalla tipologia di rapporto. In termini generali, l’apprendistato professionalizzante non può avere una durata superiore a 3 anni, elevabili a 5 se riguarda il mondo dell’artigianato.
Con riferimento, invece, all’apprendistato di I° livello, la durata non può superare i 3 anni o 4 anni in caso di diploma professionale quadriennale.
Il Piano Formativo Individuale, spesso chiamato anche PFI, è uno degli elementi obbligatori del contratto di apprendistato. È il documento che definisce il tuo percorso di crescita professionale.
Si tratta di un allegato al contratto in cui vengono indicate le competenze che dovrai acquisire durante il rapporto di lavoro e il modo in cui verrà svolta la formazione, sia dentro l’azienda sia, se previsto, fuori.
Nel concreto, il piano formativo individuale indica gli obiettivi, i tempi, i contenuti delle attività formative e il nome del tutor aziendale o della persona di riferimento che ti seguirà. È proprio questo percorso strutturato che distingue l’apprendistato da altre forme di ingresso nel lavoro, perché qui la formazione non è un elemento secondario, ma una parte essenziale del contratto.
L’apprendista ha gli stessi diritti di qualsiasi altra persona con un contratto di lavoro da dipendente. Non c’è differenza, su questo punto, tra chi è ancora in formazione e chi ha già una qualifica piena, perché il diritto alle ferie è garantito dalla legge.
Questo significa che, durante l’anno, maturi regolarmente i giorni di ferie retribuite e puoi assentarti dal lavoro continuando a ricevere lo stipendio.
Il numero preciso di giorni dipende dal CCNL applicato in azienda, ma di solito non può essere inferiore a 4 settimane all’anno. Le ferie servono a farti recuperare energie e a lasciarti spazio per la tua vita privata, e questo resta importante anche durante un percorso di apprendistato.
C’è poi un aspetto utile da ricordare. I giorni di ferie non sospendono e non allungano la durata del contratto di apprendistato.
Il contratto di apprendistato, essendo un rapporto di lavoro da dipendente a tempo indeterminato, può essere un elemento utile anche se vuoi chiedere un finanziamento o un mutuo. Nella pratica, però, la banca non guarda solo il tipo di contratto. Di solito valuta anche altri aspetti, come la stabilità del reddito, da quanto tempo lavori e la tua capacità di restituire le rate.
Per questo, ottenere un mutuo con un contratto di apprendistato può richiedere qualche cautela in più da parte della banca. Succede soprattutto perché si tratta spesso di una fase iniziale del percorso lavorativo, con uno stipendio più basso e una formazione ancora in corso. Nonostante questo, il fatto che il contratto sia formalmente a tempo indeterminato può essere visto in modo positivo, soprattutto se ci sono altre garanzie, per esempio un garante o un altro reddito nella famiglia.
Quindi non è affatto escluso che con un contratto di apprendistato tu possa chiedere un finanziamento o un mutuo.
Il periodo di apprendistato vale per la pensione. Chi ti assume deve versare i contributi agli enti previdenziali, soprattutto all’INPS, in base alla retribuzione che ricevi. Dal punto di vista pensionistico, quindi, l’apprendistato viene considerato come un normale rapporto di lavoro. Questo significa che maturi contributi come gli altri colleghi e le altre colleghe.
Oltre alla previdenza pubblica obbligatoria, puoi anche aderire alla previdenza complementare, cioè ai fondi pensione previsti dal tuo contratto collettivo. Scegliere di entrare in questi fondi ti permette di iniziare a costruire una pensione integrativa fin dai primi anni di lavoro. In molti casi puoi avere anche un contributo aggiuntivo da parte di chi ti dà lavoro, che altrimenti andresti a perdere.
Sì, anche se hai un contratto di apprendistato hai diritto al TFR, cioè al trattamento di fine rapporto. L’apprendista, infatti, ha le stesse tutele previste per chi lavora con un normale contratto da dipendente.
Questo significa che maturi mese per mese le quote di TFR, che ti verranno pagate alla fine del rapporto di apprendistato oppure, se il rapporto continua, alla fine del rapporto di lavoro.
Il TFR nell’apprendistato funziona quindi come quello degli altri lavoratori. La differenza è che viene calcolato sulla retribuzione che percepisci. Per questo, visto che lo stipendio dell’apprendista è di solito più basso rispetto a quello di una persona già qualificata, anche la quota accantonata tende a essere un po’ più bassa.
Chi ha un contratto di apprendistato, come ogni altra persona con un contratto di lavoro da dipendente, può scegliere di interrompere il rapporto se trova un’altra opportunità o decide di cambiare strada. Nella maggior parte dei casi, però, le dimissioni non sono immediate, a meno che tu sia ancora nel periodo di prova.
Dopo questa fase iniziale, devi rispettare il preavviso previsto dal CCNL, cioè il contratto collettivo del tuo settore. Questo tempo serve all’azienda per organizzarsi. La durata cambia in base agli anni di servizio e al livello di inquadramento. Se vai via senza rispettare il preavviso, chi ti dà lavoro può trattenere dalla busta paga finale una somma collegata ai giorni non lavorati.
Anche sul tema del licenziamento ci sono regole precise. Durante il periodo di apprendistato, l’azienda non può interrompere il rapporto liberamente, ma solo in casi previsti dalla legge, per esempio se c’è un motivo molto grave oppure un motivo serio e giustificato. Questo ti garantisce una tutela più forte e una maggiore stabilità durante il percorso di formazione.
No, l’assunzione definitiva non è automatica e non è obbligatoria.
Alla fine dell’apprendistato, tu e chi ti dà lavoro potete scegliere liberamente di interrompere il rapporto. Non servono motivazioni particolari, ma va rispettato il preavviso previsto dal contratto collettivo, che cambia in base al livello di inquadramento iniziale.
Se invece nessuno comunica la volontà di chiudere il rapporto, il contratto continua in automatico come contratto di lavoro da dipendente a tempo indeterminato. In pratica, per continuare a lavorare dopo l’apprendistato non serve una nuova comunicazione da parte dell’azienda. È la prosecuzione del rapporto che produce automaticamente questo effetto.
Nel caso dell’apprendistato di primo livello, una volta ottenuto il titolo di studio il rapporto può anche trasformarsi in apprendistato professionalizzante. In questo caso il lavoro continua e si allunga il periodo di formazione, così puoi acquisire le competenze tecniche necessarie per diventare una persona qualificata nel tuo mestiere.
Tra i principali vantaggi dell’apprendistato per chi assume c’è, prima di tutto, la possibilità di formare direttamente in azienda una figura professionale. In questo modo l’impresa può aiutare l’apprendista a costruire competenze adatte ai propri bisogni organizzativi e produttivi. È un investimento che, con il tempo, può portare ad avere una persona pienamente autonoma e ben inserita nei processi di lavoro.
Un altro aspetto importante riguarda il costo del lavoro. La legge prevede infatti agevolazioni contributive e una disciplina della retribuzione che può essere più flessibile rispetto a quella prevista per chi è già qualificato. Sono misure pensate proprio per favorire l’uso dell’apprendistato come strumento di ingresso nel mondo del lavoro.
I vantaggi dell’apprendistato per te sono diversi. Prima di tutto, ricevi una formazione teorica e pratica che ti aiuta a ottenere una qualifica professionale riconosciuta in tutta Italia. Dal punto di vista economico, c’è anche un vantaggio concreto in busta paga. I contributi a tuo carico sono più bassi rispetto a quelli del lavoro ordinario e questo significa che, a parità di stipendio lordo, le trattenute sono un po’ più leggere e ti resta qualcosa in più.
L’apprendistato ti garantisce anche una tutela completa sul piano previdenziale e assistenziale, come succede per gli altri lavoratori dipendenti. Maturi i contributi per la pensione, hai diritto all’indennità di malattia, alla maternità e puoi accedere alle prestazioni di welfare previste dal contratto collettivo, per esempio ai rimborsi per alcune spese mediche tramite i fondi sanitari integrativi.
C’è poi un altro aspetto molto importante, la stabilità. L’apprendistato, infatti, è un contratto a tempo indeterminato fin dal primo giorno e questo ti offre una base più solida per organizzare la tua vita personale e i tuoi progetti.
Cos’è il contratto di apprendistato?
L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato che unisce attività lavorativa e formazione professionale.
Quanto dura l’apprendistato?
In generale dura tra 3 e 5 anni, ma la durata cambia in base alla tipologia di apprendistato e al settore.
L’apprendista ha gli stessi diritti degli altri lavoratori?
Sì, chi ha un contratto di apprendistato ha diritto a ferie retribuite, maternità, assegni familiari e copertura in caso di malattia o infortunio.
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