Perché è necessario comunicare la variazione della residenza?

famiglia in procinto di cambiare residenza
(foto Shutterstock)

Per una serie di obblighi sia contrattuali che di legge, il datore di lavoro deve avere l'indirizzo di residenza attuale. Cosa succede se non viene aggiornato?

Al momento dell’assunzione è un dovere del lavoratore comunicare al datore di lavoro la propria residenza. Questo per vari motivi: in base alla residenza vengono calcolate le addizionali comunali e regionali in busta paga, e può essere utile per tutte le varie comunicazioni che il datore di lavoro deve fare al lavoratore, infatti queste se non vengono consegnate a mano devono necessariamente essere comunicate tramite posta

Ad esempio, contestazioni disciplinari, lettere di licenziamento, se non vengono consegnate a mano, devono essere spedite tramite raccomandata all’indirizzo del lavoratore.

Sapere l’indirizzo di residenza aggiornato ed eventuali variazioni dello stesso è, dunque, fondamentale per permettere al datore di lavoro di assolvere agli obblighi contrattuali e di legge. 

Perché è un obbligo comunicare la variazione

Tutte le volte in cui il dipendente cambia residenza deve comunicarlo al proprio datore di lavoro. Spesso, tale obbligo è specificato sia nel contratto collettivo applicato in azienda che nel contratto individuale. Ad esempio, nel contratto collettivo del commercio è espressamente previsto quest’obbligo in capo al lavoratore, anche nel caso in cui la variazione avvenga durante i congedi.

In altre parole, qualora si cambiasse residenza, bisogna vedere il contratto collettivo e il contratto di lavoro se prevede l’obbligo ed in che tempi e modalità deve essere comunicata la variazione.

Cosa succede se non si rispetta l’obbligo di comunicazione

Se non adempie a tale obbligo, tutte le comunicazioni inviate dall’azienda all’indirizzo vecchio hanno comunque valore. Infatti, nel caso in cui il contratto collettivo impone al lavoratore di comunicare le variazioni di residenza al datore di lavoro, il mancato adempimento a tale obbligo fa sì che tutte le comunicazioni spedite all’indirizzo sbagliato abbiano valore. 

Si tratta quindi di una specie di sanzione per aver tenuto un comportamento negligente. Quindi, ad esempio, se il datore di lavoro comunica un licenziamento ad un indirizzo sbagliato, non essendo a conoscenza della variazione del lavoratore, il licenziamento avrà comunque effetto

Nel caso invece di una contestazione disciplinare, spedita tramite raccomandata ad un indirizzo non aggiornato, potrebbe far sì che il dipendente non possa esercitare il proprio diritto di difesa. Infatti, dalla ricezione della contestazione disciplinare, il lavoratore ha 5 giorni di calendario (inclusi quindi gli eventuali festivi, e giorni di riposo) per svolgere le proprie difese in forma orale o scritta.

Addizionali e mancata comunicazione di variazione della residenza

Entro il quinto giorno le difese devono pervenire al datore di lavoro. Nel caso in cui la raccomandata sia stata spedita ad un indirizzo sbagliato, per negligenza del lavoratore, comunque decorreranno i 5 giorni. In altre parole, non comunicare la variazione è quindi un rischio per il dipendente e non è consigliabile comunicare volutamente un indirizzo sbagliato o non aggiornato.

Nel caso in cui non venga comunicata la variazione di residenza, le addizionali nella busta paga continueranno ad essere calcolate per la regione ed il comune comunicati inizialmente. Ciò potrebbe comportare, un ricalcolo con la dichiarazione dei redditi.

 

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