Come evitare la cassa integrazione con la pensione

(foto Shutterstock)

I lavoratori che rischiano la sospensione a causa della crisi da Covid-19 possono richiedere anticipatamente la pensione. Quali sono i requisiti necessari e come ottenerli

A causa della pandemia di coronavirus il Governo ha provveduto a emanare una serie di decreti con lo scopo di dare agli italiani strumenti economici per affrontare le conseguenze relative alla chiusura di specifiche attività.
Tra le varie misure, sono state previste causali e requisiti per accedere alla cassa integrazione (CIGO, FIS, CIGD), bonus e indennità per i lavoratori autonomi, professionisti, e per specifiche categorie di lavoratori.

Molti si sono chiesti e si chiedono se è possibile accedere anticipatamente alla pensione. La risposta è sì. Quello che bisogna verificare è di essere effettivamente in possesso dei requisiti pensionistici richiesti dalla legge.

Vediamo ora le principali forme pensionistiche e come ottenere anticipatamente i requisiti.

 LA PENSIONE DI VECCHIAIA

Come si intuisce dalla parola, tale pensione si ottiene grazie al raggiungimento di uno specifico requisito di vecchiaia.
Infatti per il 2020 – per quei lavoratori che al 31 dicembre del 1995 possedevano già anzianità contributiva, e cioè avevano iniziato a versare contributi – i requisiti per accedere a tale prestazione sono: 

  • aver compiuto 67 anni di età; 
  • essere in possesso di almeno 20 anni di contributi.

PENSIONE ANTICIPATA

Per ottenere l’accesso a questa tipologia di pensione è necessario aver maturato un determinato numero di anni di contribuzione.
Il requisito si differenzia a seconda del genere, uomo o donna. 

Nel 2020 per accedere a tale tipologia di pensione:

  •  un uomo deve aver versato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi;
  • una donna deve aver versato almeno 41 anni e 10 mesi di contributi.

 PENSIONE ANTICIPATA QUOTA 100

Dal 2019 è possibile andare in pensione per chi è in possesso di 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione.
È necessario, però, che tali requisiti si ottengano entro il 31 dicembre 2021 e che il rapporto di lavoro in essere sia cessato alla data della richiesta.

COSA FARE SE MANCANO ALCUNI ANNI DI CONTRIBUZIONE?

Per raggiungere i requisiti relativi alla contribuzione ci si può avvalere di alcuni strumenti:

  • il riscatto consente di versare un determinato importo di contributi per coprire quei periodi di mancata contribuzione.
    Il riscatto non può essere utilizzato in tutti i casi, è infatti la legge a stabilire quali sono i periodi riscattabili: possono essere, ad esempio, la laurea, le eventuali attività di lavoro svolte all’estero in paesi non convenzionati, gli anni di praticantato, o i periodi di lavoro part-time;
  • la contribuzione volontaria serve quando un soggetto, la cui posizione assicurativa sia cessata o sospesa, voglia perfezionare i requisiti assicurativi della posizione per ottenere la pensione.
    Il lavoratore, per fare ciò, deve dimostrare di essere in possesso di almeno 5 anni in generale di contribuzione, o 3 anni all’interno dei 5 anni che precedono la data della presentazione della domanda;
  •  la totalizzazione è un sistema gratuito che permette a chi ha versato contributi in diverse Casse, Gestioni o Fondi, di ottenere un’unica pensione. Nella sostanza, ogni gestione verserà la sua quota, ma il diritto si otterrà grazie alla somma di tutti i periodi contributivi;
  • la ricongiunzione è un sistema oneroso che consente di unire più gestioni contributive (per i contributi appartenenti ad almeno due gestioni).
    Lo scopo è quello di ottenere un’unica pensione. Nella pratica tutti i periodi confluiscono in una sola cassa, come se fossero sempre stati lì;
  • il cumulo gratuito è quel mezzo attraverso cui si sommano tutti i versamenti fatti nelle diverse casse previdenziali ma la misura del trattamento pensionistico è rimessa ai calcoli di ogni gestione.

 COSA VERIFICARE

Prima di chiedere la pensione, è opportuno che l’interessato si informi su quanti anni di contribuzione ha accumulato dalla data del suo primo impiego regolare a quello della richiesta.
Per fare ciò, è opportuno accedere alla propria posizione pensionistica o richiedere l’aiuto di un esperto o di un patronato. Se si tratta di una gestione INPS è possibile consultare in autonomia il proprio estratto contributivo pensionistico.

 

 

 

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