Permessi allattamento e cassa integrazione, come funziona?

Permessi allattamento e cassa integrazione, come funziona

(foto Shutterstock)

La lavoratrice madre ha diritto a fruire dei permessi per allattamento in base al tipo di cassa integrazione applicata

Che cos’è il permesso allattamento?

La lavoratrice madre ha diritto a dei periodi di riposo giornalieri pagati fino al raggiungimento di un anno di età del neonato. Le ore di permesso sono considerate lavorative a tutti gli effetti. Prima di poter usufruire dei permessi allattamento, la lavoratrice deve presentare domanda all’INPS.

Vengono pagate le ore di allattamento in cassa integrazione? 

Per avere diritto ai permessi, la legge prevede che la neo mamma abbia lavorato all’interno della giornata di riferimento.

Per questo motivo, si deve fare una distinzione tra due tipi di cassa integrazione:

  • a zero ore: in questo caso il trattamento non spetta, perché viene meno il requisito di aver lavorato all’interno della giornata;
  • con riduzione orario lavorativo: se la cassa integrazione va a coprire completamente le ore di permesso per allattamento, il trattamento non spetta. Se, invece, la cassa integrazione riduce la prestazione lavorativa in un orario diverso rispetto a quello concordato per il permesso, potrà essere fruito.

Quante ore di allattamento si possono fare in cassa integrazione?

Quando l’orario lavorativo supera le 6 ore nella giornata, possono essere concessi due permessi allattamento di un’ora ciascuno.

Invece, quando l’orario scende sotto alle 6 ore al giorno, viene riconosciuta solo un’ora di permesso.

Esempi: i permessi allattamento in cassa integrazione

  • se l’orario lavorativo previsto contrattualmente è di 8 ore, si avrà diritto a due ore di permessi allattamento all’interno della giornata;
  • se l’orario di lavoro viene ridotto a 4 ore, perché 4 sono di cassa integrazione, si avrà diritto a solo 1 ora di permesso.

Cosa serve per richiedere i permessi?

Oltre alle condizioni minime per accedervi, è richiesto un ulteriore passaggio da fare con il datore di lavoro.

I permessi per l’allattamento sono stati ideati per andare incontro alle esigenze fisiche del neonato. Per questo motivo, devono avere degli orari prestabiliti e fissi nel tempo.

La circolare INPS n. 48/1989 specifica che per la concessione di questo tipo di permessi si debba obbligatoriamente sottoscrivere un accordo tra lavoratrice e datore di lavoro. Questo tipo di permesso, quindi, non può subire variazioni rispetto agli accordi presi, in qualsiasi caso di possibile riduzione dell’attività lavorativa.

 

 

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