Esiste un diritto allo smart working?

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(foto Shutterstock)

Quali sono le nuove frontiere del lavoro, tra diritti, obblighi ed alcune eccezioni particolari

Dall’inizio della pandemia tutti abbiamo cominciato a familiarizzare con questa nuova modalità di svolgere la prestazione lavorativa. Poco importa se sia vero e proprio smart working o lavoro domestico o «da remoto» oppure telelavoro. L’interrogativo di oggi è: esiste un diritto a lavorare da casa? Il lavoratore può rivendicare il diritto al lavoro agile nei confronti della propria azienda?

Smart working: tra obbligo e diritto

In generale, non esiste un diritto del lavoratore al lavoro agile.

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La disciplina ordinaria, ribadita anche dal recente Protocollo sullo smart working, prevede infatti che questa particolare modalità di lavoro sia una scelta concordata da azienda e dipendente.

Dall’inizio della pandemia, invece, per contenere la diffusione del contagio negli ambienti di lavoro, è stato permesso alle società di collocare in modalità agile i lavoratori in modo unilaterale, ossia senza il loro consenso. Con la fine dell’emergenza pandemica, ritorna la disciplina ordinaria: lavoro agile solo con l’accordo di azienda e lavoratore 

Il dipendente è obbligato a lavorare in smart working?

Poniamo il caso che le mansioni possano essere svolte da casa: il lavoratore può pretendere di lavorare da remoto?  La risposta è negativa. Secondo la disciplina generale non esiste alcun diritto a lavorare in modalità agile.

Sempre secondo la normativa ordinaria, però, l’azienda non può imporre, in modo unilaterale, il lavoro agile al lavoratore, ma è sempre necessario l’accordo tra le due parti. In sintesi: nessun diritto a lavorare da remoto e nessun obbligo di rispettare l’eventuale imposizione dell’azienda. Tradotto: senza accordo, niente lavoro agile.

Chi può chiedere lo smart working 2022? 

Durante la fase pandemica, per alcune categorie di lavoratori è stato introdotto un vero e proprio diritto allo smart working: sono i cosiddetti «lavoratori fragili», ossia coloro che, a causa di determinate patologie, potevano essere esposti ad un maggior rischio in caso di contagio. 

I lavoratori fragili, fino al 28 febbraio 2022, hanno diritto a lavorare in modalità agile e dunque possono pretendere tale adibizione nei confronti del datore di lavoro.

 

 

Leggi anche: 

Smart Working, l’Ebook gratuito

Smart working, un protocollo con le linee guida

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