Lo smart working

(foto Adobe Stock)

Flessibilità, autonomia e responsabilizzazione del lavoratore

COS’È?

Il lavoro agile o “smart working” è un nuovo modo di lavorare, caratterizzato dall’assenza di precisi vincoli di orario e di luogo di lavoro.
È stato introdotto dalla l. 81/2017 e si fonda sull’accordo tra lavoratore dipendente e datore di lavoro.

QUALI SONO I VANTAGGI PER IL LAVORATORE?  

L’attività lavorativa ottiene grande flessibilità ed autonomia, permettendo di conciliare al meglio i tempi di vita e di lavoro.
Il lavoratore, infatti, può scegliere luogo, orari e strumenti per svolgere parte del suo lavoro al di fuori delle mura aziendali, grazie anche alla possibilità di usare strumenti tecnologici di connessione con la sede principale.
Tutto ciò, tra l’altro, implica una maggior responsabilizzazione riguardo agli obiettivi da raggiungere, aumentando la consapevolezza del proprio operato e la soddisfazione per i risultati ottenuti.
Nota bene: devono, comunque, essere rispettati i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

COME SI PUÒ INIZIARE A LAVORARE IN MODALITÀ AGILE?

Chiariamo subito che lo “smart working” non è un nuovo tipo di contratto di lavoro: il contratto di assunzione e la contrattazione collettiva applicata in azienda rimangono in piedi.
Per lavorare in modalità agile, invece, è necessario un accordo specifico tra lavoratore e datore di lavoro, che va ad affiancarsi al contratto di assunzione.
Esso include la regolamentazione dell’attività lavorativa quando questa viene svolta all’esterno dei locali aziendali, indicando, ad esempio, il luogo in cui la prestazione sarà svolta e per quanti giorni alla settimana, la fascia oraria di reperibilità, i tempi di riposo e le modalità di utilizzo degli strumenti tecnologici messi a disposizione del dipendente.

QUALI POTERI DI CONTROLLO HA IL DATORE DI LAVORO?

L’accordo stabilisce anche le modalità di esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa all’esterno dell’azienda e individua le condotte che potrebbero dar luogo a sanzioni disciplinari.
Vengono, inoltre, fissate le fasce orarie in cui il lavoratore può disconnettersi dagli strumenti tecnologici di lavoro e le misure tecniche a ciò necessarie, per evitare che egli debba rimanere continuamente connesso con la sede aziendale (diritto alla disconnessione).

SONO GARANTITE MISURE DI SICUREZZA ANCHE IN MODALITÀ DI LAVORO AGILE?  

Si. Il datore di lavoro rimane responsabile della salute e sicurezza del dipendente, individuando i rischi collegati alle particolari modalità di esecuzione del rapporto e predisponendo le necessarie misure di prevenzione.
Rimane garantito, per di più, il diritto all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali connesse alla prestazione lavorativa resa esternamente.

SI PUÒ RECEDERE DALL’ACCORDO?  

Si, a certe condizioni.
L’accordo che istituisce la modalità del lavoro agile, infatti, può essere a termine o a tempo indeterminato.
In quest’ultimo caso, ciascuno può liberamente recedere, con preavviso di almeno 30 giorni (nel caso di lavoratori disabili, il preavviso da parte del datore non può essere inferiore a 90 giorni).
In presenza di un giustificato motivo, invece, è ammesso il recesso prima della scadenza del termine (accordo a tempo determinato) o senza preavviso (accordo a tempo indeterminato).

SI GUADAGNA DI MENO?  

No. La retribuzione deve corrispondere a quella stabilita dal contratto collettivo per i lavoratori che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’azienda.

SONO PREVISTE PRIORITÀ DI ACCESSO PER LE MADRI LAVORATRICI?

Si. La Legge di bilancio 2019 (l. 145/2018) obbliga i datori di lavoro a riservare priorità di accesso al lavoro agile alle madri, nel triennio successivo al termine del congedo di maternità, ovvero ai lavoratori con figli disabili.

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