Che cos’è la CIGS, e chi ne ha diritto?

CIGS, cos'è la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria

(foto Shutterstock)

Il campo di applicazione e lo strumento di tutela per i lavoratori di società in fase di riorganizzazione o che stanno attraversando una crisi aziendale

CIGS è l’acronimo per Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. È uno degli ammortizzatori sociali previsti dal nostro legislatore, oggetto di una recente modifica normativa. 

Gli ammortizzatori consentono ai lavoratori di imprese in crisi di continuare a ricevere lo stipendio, anche se l’azienda ha sospeso, in tutto o in parte, la propria attività. Lo stipendio è a carico dell’INPS, che lo versa direttamente ai lavoratori o lo rimborsa, a conguaglio, al datore di lavoro.

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Chi ha diritto alla cassa integrazione straordinaria?

Non tutte le aziende possono chiedere l’intervento della cassa integrazione straordinaria. Hanno diritto ad accedere a questo speciale ammortizzatore sociale solo le aziende che, nel semestre precedente, abbiano occupato mediamente più di quindici dipendenti

Tali aziende, inoltre, devono rientrare nei settori in cui non vi sono Fondi di solidarietà bilaterali. Di fatto, possono chiedere la CIGS tutte le aziende dell’industria e tutte quelle del terziario, commercio e servizi. Diversamente, le piccole imprese artigiane non possono chiederla.

Le ipotesi di intervento della CIGS

I casi in cui l’azienda può richiedere l’attivazione di questa speciale forma di tutela per i propri lavoratori sono tassativamente indicati dalla legge.

 Queste sono le tre ipotesi in cui l’azienda può chiedere l’intervento della cassa integrazione straordinaria:

1) riorganizzazione aziendale, anche per realizzare processi di transizione. La norma prevede che l’azienda debba predisporre un preciso piano di intervento «finalizzato a un consistente recupero occupazionale, anche in termini di riqualificazione professionale e di potenziamento delle competenze, del personale interessato alle sospensioni o alle riduzioni dell’orario di lavoro»;  

2) crisi aziendale, tranne che nei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa: anche in questo caso l’azienda deve redigere un piano di interventi «finalizzati alla continuazione dell’attività aziendale e alla salvaguardia occupazionale»;

3) contratto di solidarietà: si tratta di uno speciale accordo aziendale che prevede una riduzione dell’orario di lavoro per evitare, in tutto o in parte, la riduzione del personale.

La differenza con la cassa integrazione ordinaria

CIGS e CIGO sono due istituti diversi ed è opportuno non confonderli. La cassa integrazione ordinaria è uno strumento a disposizione delle aziende in tutte le ipotesi in cui vi sia un evento temporaneo, estraneo alle dinamiche aziendali, che impone una riduzione della produzione. 

Diversamente, la cassa integrazione straordinaria può essere richiesta per operare processi di risanamento aziendali e per affrontare crisi aziendali, che spesso hanno origine e causa proprio nella gestione del sistema produttivo interno.

Quanto si guadagna con la cassa integrazione straordinaria?

L’INPS interviene nel pagamento dello stipendio e per le ore non lavorate. La sospensione del lavoratore in CIGS può essere a «zero ore», ossia quando non lavora nemmeno un’ora a settimana, oppure in misura percentuale, a seconda del piano adottato dall’azienda. In ogni caso, l’INPS copre la parte non lavorata.

La somma erogata dall’INPS, tuttavia, non è pari allo stipendio, ma – spesso – molto inferiore. In seguito alla recente riforma degli ammortizzatori sociali, la somma massima mensile che un lavoratore in cassa a zero ore può percepire è pari ad €. 1.199,72 euro lordi.

 

 

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