Servono motivi di licenziamento per badanti e colf?

Motivi licenziamento colf badanti
(foto Shutterstock)

Il rapporto di lavoro che si instaura con una colf o badante si svolge a casa e si basa sulla fiducia

Licenziamento colf o badante: quando è possibile?

Il lavoro delle colf e delle badanti si svolge all’interno delle mura domestiche di un’altra famiglia. Per questo motivo è caratterizzato da una forte componente personale e di fiducia e capita spesso di chiedersi se servono motivi di licenziamento per badanti e colf

Diciamo prima di tutto che questo tipo di rapporto può interrompersi più facilmente e con meno vincoli rispetto al rapporto di lavoro tradizionale, proprio per la sua natura particolare. In questo articolo vediamo come licenziare una badante, anticipando che si tratta di una fattispecie molto più semplice rispetto alla normativa generale. 

Non è infatti necessario che ci sia un motivo preciso per il suo licenziamento, ma è sicuramente necessario comunicare la scelta rispettando il preavviso. Nei casi più gravi, è ammesso anche il licenziamento badante senza preavviso.

Licenziare una badante a tempo indeterminato è possibile?

Assolutamente : il licenziamento della colf è ammesso anche se il rapporto è a tempo indeterminato. La durata del contratto, infatti, non cambia la disciplina. 

La legge, nello specifico l’articolo 4 della legge 108/1990, sottrae i lavoratori domestici dalla disciplina ordinaria dei licenziamenti: licenziare una badante a tempo indeterminato è sempre possibile, a prescindere dalle motivazioni. Pertanto, anche in caso di assunzione di una badante/colf a tempo indeterminato, la famiglia può procedere con il licenziamento e interrompere così il rapporto.

Qual è il preavviso di licenziamento di una colf?

Il preavviso per colf e badanti dipende dalla durata del suo lavoro nella settimana e dalla sua anzianità di servizio.

Vediamo nel dettaglio.

Per rapporto di lavoro superiore a 25 ore settimanali:

  • fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
  • oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.

Per il rapporto di lavoro inferiore alle 25 ore settimanali:

  • fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
  • oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

Se dunque viene adottato il licenziamento con preavviso, durante il preavviso la badante deve lavorare perché il rapporto lavorativo è ancora in corso.

In quali casi è possibile il licenziamento di una badante senza preavviso o senza giusta causa?

È necessario fare un po’ di chiarezza: colf e badanti possono essere licenziate senza obbligo di preavviso nel caso in cui ci sia una giusta causa e cioè una ragione talmente grave e connessa al comportamento del collaboratore domestico che giustifichi l’immediata interruzione del rapporto.

Vediamo alcuni esempi più frequenti:

  • violenze sugli assistiti;
  • furti;
  • assenze superiori a 5 giorni e non giustificate da cause di forza maggiore.

La badante può essere licenziata anche se non c’è una giusta causa. Molto banalmente, se non ti trovi più bene o ritieni che l’assistenza non sia stata sufficiente, puoi licenziare la badante, ma in questo caso devi rispettare il preavviso.

Lettera licenziamento badante: cosa deve contenere 

La tua famiglia può licenziare la badante senza rispettare le formalità dei normali licenziamenti, come il procedimento disciplinare, la casistica dei comportamenti, le varie sanzioni disciplinari o le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo.

Per licenziare una colf o una badante, quando assunta dalla tua famiglia, è sufficiente consegnare, a mano o mediante raccomandata all’indirizzo di residenza, una lettera di licenziamento

La lettera di licenziamento della badante deve contenere la chiara volontà del datore di lavoro di interrompere il rapporto. In caso di licenziamento per giusta causa senza preavviso, la lettera deve contenere anche l’indicazione dei comportamenti attribuiti alla badante

Invece, in caso di licenziamento senza giusta causa, deve essere riconosciuto il preavviso alla badante.

Quanto costa licenziare una colf o una badante?

Ogni volta che finisce un rapporto di lavoro domestico il datore è tenuto a pagare il TFR, eventuali ferie non godute ed eventuali tredicesime maturate e non ancora pagate. 

Se alla badante non viene riconosciuto il preavviso quando previsto, e quindi per recessi non connessi a giusta causa, dovrai pagarle anche l’indennità sostitutiva del preavviso, ossia una somma pari a quella dei giorni non lavorati.

Se la badante si licenzia ha diritto alla disoccupazione?

La risposta è no: se la badante si licenzia, quindi se trasmette le sue dimissioni volontarie, perde il diritto a percepire la disoccupazione.

In tutti i casi di interruzione involontaria del rapporto, invece, anche i lavoratori domestici hanno diritto alla NASpI, cioè l’indennità di disoccupazione. Ne hanno dunque diritto anche in caso di licenziamento per giusta causa

Questi i requisiti per ottenere indennità di disoccupazione:

  • 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni;
  • perdita involontaria del posto di lavoro

Cosa fare se la badante licenziata non vuole lasciare casa? 

La fine del rapporto di lavoro fa venire meno il diritto della badante a convivere con il familiare assistito, in caso di domestica convivente. 

Se, terminato il rapporto, la badante licenziata non vuole lasciare la casa, commette un illecito che può sfociare in condotte penalmente rilevanti (violenza privata, minacce, estorsione, ecc.). 

 

Leggi anche:

NASpI: cos’è e come funziona 

Il preavviso nel licenziamento e nelle dimissioni

Dimissioni colf: come funzionano

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi gratuitamente le ultime novità, le storie e gli approfondimenti sul mondo del lavoro.