Ti hanno messo in cassa integrazione?

(foto Shutterstock)

Le risposte ai tuoi dubbi sulla cassa integrazione per coronavirus

Hai ricevuto una comunicazione in cui ti informano che la tua azienda potrà fruire della cassa integrazione per 9 o più settimane?

Quando un datore di lavoro decide di avviare la cassa integrazione pianifica un periodo di non lavoro, talvolta alternato a dei periodi di lavoro. Quello che fa è riorganizzare l’azienda per consentire la ripresa della stessa. 

Dopo aver capito quante ore di sospensione gli servono e quali reparti sono ancora attivi, il datore comunicherà a tutti, o solo ad alcuni dei lavoratori in azienda, la sospensione dal servizio.
La sospensione per l’utilizzo della cassa integrazione viene di regola comunicata ai lavoratori con una lettera formale, ad oggi anche mezzo mail.

C’è bisogno di una comunicazione nominativa?

No. Ma, di solito, se la sospensione non riguarda l’intera azienda o l’intero reparto a cui è addetto il dipendente, la comunicazione si fa nominativamente.

La comunicazione di sospensione implica la sospensione totale per 9 settimane consecutive?

Non necessariamenteL’azienda può decidere di sospendere tutti per 9 settimane. Talvolta, invece, alcune aziende avranno bisogno di organizzare una riduzione del lavoro graduale, quindi, alternando periodi di lavoro con periodi di cassa, l’arco temporale dell’utilizzo dell’ammortizzatore potrebbe essere anche maggiore o minore

In cassa si lavora o no?

Dipende. Se la sospensione è a zero ore significa che per il periodo indicato dal datore di lavoro non si dovrà lavorare. Se invece la sospensione è parziale, cioè alternata a periodi di lavoro, significa che in alcuni giorni si dovrà lavorare e in altri si dovrà rimanere a casa.

Si può essere licenziati in cassa integrazione?

Vi è oggi un espresso divieto di licenziamento per motivi oggettivi, e pertanto si può essere licenziati solo per giusta causa o giustificato motivo soggettivo e cioè per delle gravi negligenze del lavoratore. 

Si può essere licenziati dopo il periodo di cassa integrazione?

. Si può essere licenziati dopo il periodo di divieto che scade a metà maggio.
Se non vi sarà lavoro, potranno essere attivate le procedure di licenziamento. Certamente, però, saranno previste delle tutele anche dopo la metà di maggio.

Quanto si guadagna in cassa?

I lavoratori in sospensione hanno diritto a un’indennità pagata, a carico di Inps, pari all’80% della retribuzione globale di fatto, tenuto conto dell’incidenza della tredicesima e quattordicesima, e nel rispetto dei massimali stabiliti annualmente dall’Inps.

Per fare un esempio, fatti tutti i calcoli, una lavoratrice del terziario che guadagna 1.750 euro lordi al mese, avrà un’indennità mensile di circa 750 euro netti.

Per approfondire leggi anche:

CORONAVIRUS, QUANTO PRENDE UN LAVORATORE IN CASSA?

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