Chi è licenziato in tronco ha diritto alla disoccupazione

img 1: “Ingegnere meccanico”

(foto Shutterstock)

La misura di sostegno al reddito per i dipendenti che hanno perso il lavoro per motivi disciplinari

L’indennità di disoccupazione spetta anche a chi è stato licenziato per giusta causa o «in tronco». Detto in altri termini, anche il lavoratore licenziato per fatti gravissimi dal punto di vista disciplinare (ad esempio per aver rubato della merce, insultato i colleghi, danneggiato l’azienda) ha diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione NASpI.

Quando si ha diritto alla disoccupazione? 

A partire dal 2015, la vecchia indennità di disoccupazione si chiama NASpI, acronimo per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. È disciplinata dal decreto legislativo 22 del 2015.

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L’obiettivo è garantire una forma di sostegno al reddito a tutti coloro che hanno perso «involontariamente» il posto di lavoro.

La NASpI spetta dunque a tutti gli assunti a tempo determinato, poiché la scadenza del termine non è un fatto a loro imputabile.

Ugualmente, hanno diritto alla disoccupazione tutti i lavoratori che sono stati licenziati per ragioni economiche, ossia per giustificato motivo oggettivo. Anche coloro che si sono dimessi per giusta causa (ad esempio perché l’azienda non pagava gli stipendi) possono chiedere la NASpI.

Licenziamento per giusta causa e disoccupazione

Se la NASpI tutela il lavoratore dalla perdita incolpevole del posto di lavoro, cosa succede in caso di licenziamento per giusta causa?

Il licenziamento per giusta causa, detto in gergo «in tronco», è il provvedimento con cui l’azienda risolve il contratto di lavoro per fatti di gravità tale «da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria del rapporto».

È disciplinato dall’art. 2119 del codice civile e da tutti i contratti collettivi nazionali.

Attenzione però: non esiste alcun «licenziamento in tronco» nel nostro ordinamento, ma ogni provvedimento espulsivo dell’azienda deve essere sempre preceduto dall’apertura del procedimento disciplinare, anche in presenza di fatti gravissimi e anche nel caso in cui il lavoratore abbia ammesso la propria colpevolezza.

Ebbene, anche i lavoratori licenziati per giusta causa hanno diritto alla indennità di disoccupazione. La normativa non prevede alcuna specifica deroga per i dipendenti licenziati per gravi mancanze. Invero, il licenziamento adottato dall’azienda è pur sempre una interruzione unilaterale del rapporto che non dipende dalla volontà del lavoratore.

Diversamente, non concedendo la NASpI ai lavoratori licenziati per giusta causa, resterebbero senza tutela tutti quei casi in cui il licenziamento è illegittimo o addirittura nullo.

In ogni caso, secondo la normativa, devono avere:

  1. almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  2. trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

In caso di licenziamento quanto dura la disoccupazione?

Se dunque anche il lavoratore licenziato per giusta causa ha diritto alla disoccupazione, per quanti mesi può riceverla?

La durata è la medesima e non c’è alcuna differenza: La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

 

 

Leggi anche:

Disoccupazione, chi ne ha diritto e come richiederla

I corsi di formazione per lavoratori disoccupati

Giusta causa e giustificato motivo nel licenziamento

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