Fondo impresa femminile, finanziamenti e contributi a fondo perduto

Fondo impresa femminile, finanziamenti e contributi a fondo perduto

(foto Shutterstock)

È partito il bando a sostegno dell’imprenditoria rosa: 200 milioni per favorire e agevolare le imprese femminili

200 milioni di euro per favorire e agevolare l’imprenditoria femminile. È uno degli interventi più importanti messi in campo dal Governo nell’ambito del PNRR, dove uno degli obiettivi principali è proprio lo sviluppo e l’incentivazione del lavoro e dell’imprenditoria femminile. È un bando rivolto a tutte le donne imprenditrici: lavoratrici autonome, imprenditrici, professioniste.

Chi può partecipare al bando?

Tutte le donne imprenditrici possono presentare domanda. Non c’è alcun limite dimensionale per partecipare. Possono fare richiesta tutte le donne che operano nel settore dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo. 

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Sono ammessi ai finanziamenti quattro tipi di imprese femminili:

  1. cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie
  2. società di capitale con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne
  3. imprese individuali con titolare donna
  4. lavoratrici autonome con partita IVA.

Attenzione: il requisito di impresa femminile deve essere mantenuto per 3 anni a partire dal completamento dell’iniziativa, che coincide con la data dell’erogazione del saldo.

Possono presentare la domanda anche coloro che intendono aprire una nuova società, a condizione che si impegnino a costituire la nuova impresa dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Che cosa finanzia?

Il fondo offre contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero. Le modalità di finanziamento e rimborso dipendono dalle dimensioni e dall’anzianità dell’impresa.

Possono essere finanziate spese per l’avvio della società, acquisto di beni materiali e immateriali (brevetti, cloud, ecc), costo del personale e attivo circolante. 

In ogni caso, possono essere rimborsate o finanziate solo le spese sostenute dopo la data di presentazione della domanda.

Facciamo l’esempio di una donna che vuole costituire una nuova impresa oppure che l’abbia costituita da meno di 12 mesi: per lei il Fondo prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese per progetti fino a 100.000 euro o pari al 50% se il progetto raggiunge i 250.000 euro.

Quando presentare la domanda?

La domanda va inoltrata online sul sito di Invitalia, la piattaforma governativa che gestisce l’intero bando, dall’esame delle domande fino all’erogazione dei fondi. 

Questi sono i termini per la compilazione e la successiva presentazione della domanda: 

  • per le nuove imprese, o costituite da meno di 12 mesi, la compilazione sarà disponibile a partire dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022, mentre la presentazione della domanda sarà possibile dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022
  • per le imprese avviate, costituite da oltre 12 mesi, la compilazione sarà dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022, mentre la presentazione a partire dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022.

Alla domanda deve essere allegata l’intera modulistica richiesta, ivi compreso un business plan, con le informazioni sull’impresa, la descrizione dell’intero progetto e il programma di investimenti.

Non c’è un termine per presentare la domanda, il bando rimane aperto fino a esaurimento delle domande.

Come vengono valutate le domande?

Non è previsto un click day e nemmeno una graduatoria finale per essere ammessi al finanziamento. Le domande vengono valutate ed esaminate nel merito da una apposita commissione. 

Se il progetto e la richiesta di rimborso sono valutati positivamente, viene concesso il contributo o il finanziamento, fino a esaurimento dei 200 milioni di euro stanziati dal fondo.

I criteri di valutazione riguardano:

  • il team imprenditoriale
  • il presidio del processo produttivo
  • l’analisi di mercato e l’opportunità di mercato
  • la fattibilità tecnico-economica del progetto.

Dopo il parere positivo della commissione, l’interessata può fare richiesta di erogazione delle somme.

 

 

Leggi anche:             

Gender equality, gli impegni del Recovery Plan per il lavoro femminile

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