La via della sostenibilità, le comunità energetiche, cosa sono?

(In foto Isabella Malagoli, Managing Director HeraComm)

Un impegno concreto per essere sostenibili ogni giorno. La comunità energetica come soluzione alla crisi del momento

In un contesto generale che vede l’innalzamento alle stelle dei costi energetici, la creazione di comunità energetiche potrebbe essere una soluzione vincente. 

A parlarne è Isabella Malagoli, Managing Director di HeraComm, la società di vendita del gruppo Hera, tra le più importanti multiutility d’Italia, intervenuta all’evento Agenda 2030 di SHR Italia. Al Teatrino di Palazzo Grassi, a Venezia, Isabella Malagoli ha portato suggestioni interessanti rispetto al tema della gestione delle risorse energetiche.

Lo scenario energetico attuale

Questo contesto di guerra e tensione estrema ha creato una grande difficoltà per tutti, dai cittadini alle aziende di ogni dimensione. 

«Uno dei temi che i nostri clienti stanno sottostimando è la figura del buyer, che oggi è costretto a confrontarsi con i prezzi triplicati dell’energia – spiega Isabella Malagoli –. Non si può stare fermi: la figura del buyer ha bisogno di competenze e pianificazione in termini di “gestione del rischio”. 

Oggi è indispensabile saper individuare i possibili scenari che potrebbero impattare sulla sostenibilità economica delle aziende. I temi dell’ambiente e dell’energia sono estremamente complessi e serve una gestione manageriale di alto livello». 

Comunità energetica

Energia e sostenibilità sono al centro dell’attenzione, e le politiche dei governi cercano di sperimentare possibili strade per uscire da questa crisi. 

«Le nostre aziende possono avere un ruolo strategico in questo – dice Isabella Malagoli –. Una delle soluzioni individuate vede persone, pubbliche amministrazioni e Pmi che si associano con qualsiasi forma legale, e infrastrutturano il territorio, ovvero costruiscono nuovi impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, beneficiando di incentivi. 

Ma – prosegue e conclude Malagoli –, forse le nostre aziende possono diventare il polo che aggrega altre aziende del territorio, o le famiglie che vivono attorno alla propria sede, e creare una comunità energetica, accedendo ai contributi dando un valore completamente diverso agli incentivi, e vedendo le persone, le altre aziende del territorio circostante, contribuire concretamente a questo progetto. 

Nel tentativo di sopravvivere a questa estrema crisi, forse una strada potrebbe essere integrarsi ancora di più con le famiglie del territorio, e creare una comunità dal punto di vista economico, che abbia un valore per il tessuto in cui si è inseriti».

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