I diritti dell’apprendista

(foto Shutterstock)

Stipendio e tutele

QUANTO VIENE PAGATO L’APPRENDISTA?

La retribuzione dell’apprendista è stabilita dal contratto collettivo di settore in base al tipo di apprendistato, alla qualifica da conseguire e al livello di inquadramento del lavoratore.
La legge permette al datore di lavoro di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto a quello della qualifica da conseguire e/o di riconoscergli uno stipendio pari ad una percentuale di quello di un lavoratore già qualificato.
In generale, la retribuzione aumenta nel tempo fino a raggiungere quella di un lavoratore qualificato di pari livello.
Inoltre, è previsto il divieto di pagare l’apprendista a cottimo, cioè in misura legata ai risultati da lui ottenuti in un determinato lasso di tempo.

LE ORE DI FORMAZIONE VENGONO RETRIBUITE?

Si, in parte. La formazione, infatti, deve svolgersi durante l’orario di lavoro in quanto parte integrante del percorso formativo dell’apprendista ed elemento essenziale del contratto di apprendistato.
Per quanto riguarda la formazione esterna all’azienda (es. presso strutture formative specializzate), il datore di lavoro è esonerato dalla relativa retribuzione.
Quanto alla formazione interna, viene riconosciuta all’apprendista una percentuale dello stipendio che gli è dovuto per le ore di lavoro effettivo (35% per l’apprendistato professionalizzante).

QUALI TUTELE SONO PREVISTE PER L’APPRENDISTA?

Il contratto di apprendistato è un vero e proprio contratto di lavoro e gli apprendisti hanno diritto alle tutele generalmente previste per i lavoratori dipendenti.
Vengono riconosciuti, quindi, ferie e permessi retribuiti come regolati dal contratto collettivo di settore.
L’indennità di malattia gli spetta fino ad un massimo di 180 giorni all’anno e sono coperti da assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, malattie professionali, invalidità e vecchiaia.
Viene garantita anche la maternità retribuita, sia quella obbligatoria (5 mesi) sia quella facoltativa (altri 6 mesi con stipendio al 30%).
In questo caso, come nel caso di assenze per malattia e infortunio superiori a 30 giorni, la durata del contratto può essere prolungata per il periodo corrispondente.

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