Lavoro stagionale: si può essere sempre assunti a termine?

Lavoro stagionale: si può essere sempre assunti a tempo determinato?

(foto Shutterstock)

Un tipo di contratto che interessa milioni di lavoratori del settore turismo

Il settore del turismo occupa milioni di lavoratori. Spesso è l’ambito in cui molti giovani vivono la tratta della prima esperienza lavorativa, oltre a rappresentare un’opportunità per tanti dipendenti che possono lavorare solo in determinati periodi dell’anno.

La stagionalità dell’occupazione consente importanti deroghe alla disciplina generale dei contratti a termine.

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Cosa si intende per lavoro stagionale?

Per «lavoro stagionale» spesso si intende un lavoro durante la stagione estiva o invernale. In realtà, la legge individua alcune precise ipotesi di attività stagionali. 

L’art. 21 del Decreto Dignità prevede che l’individuazione delle attività stagionali sia operata da un decreto del ministero del lavoro o dai contratti collettivi.

Nelle more dellemanazione del decreto, si fa ancora riferimento al d.p.r. 1525/1963, che elenca una serie di attività stagionali in senso stretto o stagionali per loro natura. 

Tra queste, al punto 48) sono ricomprese le «Attività svolte in colonie montane, marine e curative e attività esercitate dalle aziende turistiche, che abbiano, nell’anno solare, un periodo di inattività non inferiore a settanta giorni continuativi o a centoventi giorni non continuativi».

Inoltre, i contratti collettivi e gli accordi aziendali, a seconda dei vari settori produttivi, possono individuare altre e diverse attività stagionali non ricomprese nell’elenco del d.p.r. 1525/1963.

Disciplina contratti a termine

Dopo le modifiche del 2015, l’azienda non è più libera di assumere a tempo determinato.

Le assunzioni a termine sono ammesse solo con precisi limiti di durata e in presenza di determinate circostanze.

In via generale, l’azienda è libera di assumere a tempo determinato se il contratto ha una durata inferiore ai 12 mesi e se è il primo contratto firmato con il dipendente.

Diversamente, se il contratto ha una durata più lunga o se il dipendente ha già lavorato in precedenza con la stessa azienda, è necessario che ricorra una delle causali previste dalla legge, ossia:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

La deroga per i contratti a termine stagionali

La disciplina generale dei contratti a termine trova importanti deroghe per le attività stagionali. Queste eccezioni permettono alle aziende stagionali di poter assumere più facilmente a tempo determinato.

La più importante riguarda la durata: per queste attività non si applica il limite di durata di 24 mesi. Significa che un lavoratore può essere assunto più volte da unazienda stagionale e la durata di tutti i contratti può superare i 24 mesi.

Mentre per quanto riguarda le proroghe o i rinnovi del contratto, non si applica la norma sull’obbligo di causali: questo significa che un lavoratore stagionale può essere riassunto, anche in corso d’anno e anche nell’anno successivo, senza che sussistano i requisiti di legge previsti per la disciplina ordinaria.

Sempre in caso di rinnovo del contratto, l’azienda non deve rispettare alcun intervallo di tempo (stop and go) tra un contratto e quello successivo.

Che differenza c’è tra contratto stagionale e contratto a termine? 

Il contratto stagionale è una specie particolare del contratto a termine, che gode di una disciplina particolare per favorire l’occupazione dei lavoratori. Può essere stipulato, tuttavia, solo in presenza di attività stagionali, presenti nell’elenco del d.p.r. 1525/1963 oppure previste dai contratti collettivi o da accordi aziendali.

 

 

Leggi anche:

Contratto a termine, cosa succede se mancano le causali?

Part time: l’azienda può sempre cambiare i turni di lavoro?

 

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