Previdenza complementare, mezzo per integrare la pensione

Previdenza complementare: fondi pensione negoziali

(foto Shutterstock)

Il lavoratore, in aggiunta alla previdenza obbligatoria prevista per legge, può aderire ad un Fondo pensione negoziale. Vediamo come, e benefici

Cos’è un Fondo pensione negoziale?

Il fondo pensione negoziale (o anche FPN) è un tipo di previdenza complementare – cioè una forma aggiuntiva alla pensione ordinaria – a cui può aderire un lavoratore (privato, pubblico o autonomo) appartenente a una determinata azienda/gruppo di aziende (fondo aziendale), settore o comparto (fondo contrattuale), territorio (fondo territoriale).

Il finanziamento avviene attraverso il versamento di una somma di denaro a titolo di contribuzione del lavoratore e del datore e/o attraverso la destinazione di tutto o parte del TFR maturando.

Adesione a FPN

L’iscrizione è sempre volontaria, e cioè rimessa alla scelta del lavoratore. Tuttavia, esistono diverse tipologie di adesione agli FPN, e cioè:

  • collettiva: il lavoratore aderisce al Fondo, in conformità a quanto previsto dall’accordo collettivo che ha istituito il Fondo;
  • espressa: il lavoratore appena assunto, entro 6 mesi dall’assunzione, aderisce per sua scelta a un fondo pensione;
  • tacita: in mancanza di un’esplicita scelta di destinazione del proprio TFR, e cioè se lasciarlo in azienda o versarlo a un fondo di previdenza complementare, esso verrà versato al Fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato o, in presenza di più fondi, a quello cui la maggior parte dei lavoratori hanno aderito nell’ambito aziendale.

Cosa si deve conoscere prima di scegliere di investire in FPN?

Prima di aderire è importante conoscere 4 elementi, ovvero: 

  • quanti anni mancano per ottenere la pensione base;
  • la stima della futura pensione base;
  • la propria capacità di risparmio;  
  • il c.d. «Indicatore sintetico dei costi» (ISC), cioè quel valore percentuale, diverso da Fondo a Fondo, che misura quanto incidono annualmente sulla posizione individuale maturata i costi che l’aderente sostiene.

Quali prestazioni «aggiuntive» si possono ottenere da un FPN?

Il lavoratore, oltre alla pensione complementare che si aggiunge a quella ordinaria, può chiedere, a determinate condizioni, anche:

  • la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA), e cioè una somma per poter accedere anticipatamente alla pensione ordinaria qualora mancassero degli anni alla pensione;
  • l’anticipazione e il riscatto nei casi previsti dalla legge. L’anticipazione, infatti, può essere richiesta per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto/ristrutturazione della prima casa. Il riscatto, invece, si richiede in determinati casi, ad esempio, qualora cessi il rapporto di lavoro senza aver maturato il diritto alla pensione complementare.

 

 

Leggi anche:

La pensione integrativa, come funziona

Previdenza complementare, cos’è e perché conviene

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