Fase 2: le regole per la sicurezza in azienda

(foto Shutterstock)

Il Protocollo del 24 aprile precisa le misure da rispettare contro il Covid-19 per le imprese che ripartono

Il Protocollo del 24 aprile precisa le misure da rispettare contro il Covid-19 per le imprese che ripartono

Il 24 aprile 2020 è stato sottoscritto il nuovo Protocollo condiviso di sicurezza per i lavoratori che aggiorna quello del 14 marzo scorso. Il protocollo regola l’ingresso in azienda dei lavoratori già risultati positivi e stabilisce l’obbligo di mascherina negli spazi comuni e nuove disposizioni per lo smart working.

Ecco, in sintesi, le nuove 13 regole per garantire sicurezza e salubrità al ritorno nei luoghi di lavoro.

  1. Informazioni ai lavoratori

Oltre a quanto già previsto dal Protocollo del 14 marzo, è precisato che l’azienda deve informare il personale sul corretto utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), di tutte le misure di sicurezza adottate, per i diversi contesti lavorativi e per lo svolgimento delle diverse mansioni.

  1. Verifiche sulla temperatura corporea

Rimane la possibilità verificare, con modalità idonee a tutelare la privacy, la temperatura corporea di chi entra in azienda, e il divieto di ingresso per chi:

  • ha temperatura corporea superiore a 37.5 gradi;
  • è in contatto con persone risultate positive al Covid-19;
  • proviene da zone a rischio.

È previsto inoltre che l’ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID 19 sia consentito solo previa comunicazione della certificazione medica di “avvenuta negativizzazione” del tampone rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

  1. Rapporti con i fornitori esterni

Nel caso in cui lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito produttivo (es. manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o vigilanza) risultino positivi al COVID-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria per l’individuazione di eventuali contatti stretti.

Inoltre, il committente è tenuto a informare l’appaltatore dei contenuti del Protocollo aziendale, e vigilare il rigoroso rispetto delle disposizioni da parte di chiunque all’interno del perimetro aziendale.

  1. Pulizia e sanificazione degli ambienti

Nelle aree geografiche maggiormente colpite o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di Covid-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

  1. Misure igienico-sanitarie

Il Protocollo ribadisce la necessaria responsabilità di tutti nell’adozione delle misure igienico sanitarie, e specifica che i detergenti per le mani devono essere accessibili a tutti i lavoratori anche grazie a specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.

  1. Dispositivi di protezione

L’igiene è fondamentale nella prevenzione del contagio e della diffusione dell’epidemia. Come pure l’adozione dei dispositivi di protezione individuale idonei, da individuare nel Protocollo aziendale sulla base del complesso dei rischi valutati e delle diverse attività svolte in azienda.

Per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni è previsto l’obbligo di utilizzo di una mascherina chirurgica, il cui prezzo è attualmente fissato in 0,50 euro ciascuna.

  1. Luoghi comuni aziendali

È confermato che i luoghi comuni aziendali come la mensa, gli spogliatoi, l’area distribuzione di snack o bevande devono essere costantemente ventilati, organizzati, sanificati, e che ne devono essere garantite le condizioni igieniche.

  1. Smart working per i reparti non adibiti alla produzione

Il Protocollo del 24 aprile sancisce che il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione.

Nei reparti che riapriranno è necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali.

Al fine di favorire il distanziamento sociale, anche l’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati, tali da ridurre il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e, con flessibilità di orari, prevenire assembramenti all’entrata e all’uscita.

È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e per il rientro a casa (commuting).

Per diminuire il numero di persone che utilizzano i trasporti pubblico, il Protocollo raccomanda di incentivare l’uso del mezzo privato o di mettere a disposizione navette che assicurino il distanziamento adeguato fra i viaggiatori.

  1. Ingresso e uscita scaglionati

Devono essere favoriti gli orari di ingresso e di uscita scaglionati in modo da evitare contatti nelle zone comuni come ingressi, spogliatoi e sala mensa. Inoltre, dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una di uscita dai locali.

  1. Riunioni a distanza

Le riunioni aziendali devono svolgersi a distanza o, se urgente e necessario, mantenendo le distanze interpersonali previste.

Sono annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione, anche obbligatoria, in aula.

  1. Casi da Covid-19 in azienda

Il lavoratore al momento dell’isolamento deve essere subito dotato, se già non lo fosse, di mascherina chirurgica.

  1. Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria in azienda dovrà proseguire in quanto misura di prevenzione di carattere generale. 

Inoltre, il Protocollo di aprile stabilisce che alla ripresa delle attività è opportuno che il medico competente sia coinvolto per le identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità (anche in relazione all’età) e per il reintegro progressivo dei lavoratori dopo l’infezione da Covid-19. 

Al rientro da malattia per coronavirus, i lavoratori dovranno presentare la certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone e saranno visitati dal medico competente prima della ripresa del lavoro, al fine di verificare l’idoneità alla mansione e valutare profili specifici a rischio.

  1. Comitato per applicazione e verifica delle regole

In azienda deve essere costituito un Comitato per l’applicazione e verifica delle regole del protocollo con la partecipazione delle rappresentanze sindacaliPer i casi in cui ciò non sia possibile, sarà istituito un Comitato Territoriale composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza con il coinvolgimento degli RLST (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali) e dei rappresentanti delle parti sociali.

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