Assistenza ai disabili: il congedo straordinario biennale

(foto Shutterstock)

Tutto quello che c’è da sapere

COS’È IL CONGEDO STRAORDINARIO?

Si tratta di un periodo di astensione dal lavoro, della durata di 2 anni, riconosciuto ai lavoratori dipendenti per finalità di assistenza ai familiari disabili.
Questo beneficio viene riconosciuto a determinati soggetti, conviventi con il disabile, e secondo un ordine di priorità previsto dalla legge.
In particolare, solo in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei soggetti della categoria precedente si passa a quelli della categoria successiva.
Si tratta di:

  • coniuge o parte dell’unione civile, convivente con il disabile;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, conviventi con il disabile;
  • uno dei figli conviventi della persona disabile;
  • fratelli o sorelle conviventi;
  • parenti o affini entro il 3° grado, purché conviventi;
  • uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, che instaurerà la convivenza successivamente. In quest’ultimo caso è necessario avviare la convivenza entro l’inizio del periodo di congedo, e mantenerla per tutta la sua durata.

COME FUNZIONA?

Il congedo straordinario ha durata massima e complessiva di due anni, frazionabili anche in giorni, per ogni persona con disabilità grave.
Questo periodo non può essere riconosciuto a più di un lavoratore (detto referente unico) per l’assistenza al disabile.
È fatta eccezione solo per i genitori dei figli disabili che possono fruire sia dei permessi previsti dalla legge 104/1992 che del congedo, nei confronti dello stesso figlio.
Si ricorda che la fruizione del congedo e dei permessi 104 è alternativa, trattandosi di istituti che rispondono alla stessa finalità

Banner Banner

COME FARE DOMANDA E QUANTO SPETTA?

La domanda viene presentata, per via telematica, all’INPS, e deve essere corredata dalla prova dello stato di disabilità.
Per poter inoltrare la richiesta, inoltre, è necessario che il disabile non sia ricoverato a tempo pieno presso strutture che offrano assistenza sanitaria continuativa.
Fanno eccezione i casi di:

  • interruzione del ricovero per necessità del disabile di recarsi fuori dalla struttura per effettuare delle visite;
  • ricovero di un disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta;
  • ricovero di un soggetto per il quale risulti documentato il bisogno di assistenza.

Il periodo di congedo è interamente retribuito dall’INPS anche se, nella maggior parte dei casi, le somme vengono anticipate dal datore di lavoro.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi gratuitamente le ultime novità, le storie e gli approfondimenti sul mondo del lavoro.

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi gratuitamente le ultime novità, le storie e gli approfondimenti sul mondo del lavoro.

Se vuoi proporre temi o raccontare storie di lavoro, saremo contenti di ascoltarti. Dato che siete in moltissimi a scriverci, non tutti riceveranno una risposta personalizzata ai propri quesiti. Ogni mese, però, sceglieremo un intervento a cui daremo seguito direttamente sul nostro sito: aspettiamo il tuo contributo!

Articoli correlati

Ultimi articoli