Il welfare aziendale, cos’è e a chi conviene davvero?

(foto Shutterstock)

Il welfare aziendale è un importante strumento di remunerazione del lavoro fondato su logiche di benessere individuale e collettivo

Il welfare aziendale è divenuto negli ultimi anni uno degli strumenti più importanti e diffusi di remunerazione della prestazione lavorativa . Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è il welfare aziendale?

Il welfare aziendale è l’insieme di tutti quei beni o servizi che un’azienda offre ai propri dipendenti in aggiunta alla retribuzione ordinaria e come remunerazione del lavoro, attraverso l’accesso a piattaforme dedicate.

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Uno degli obiettivi dei sistemi di welfare aziendale è quello di consentire l’accesso agevolato a certi servizi, che soddisfano bisogni della persona e dei familiari. Il welfare aziendale aiuta a migliorare la qualità della vita e favorisce lo sviluppo del senso di appartenenza all’azienda.

Welfare aziendale, come funziona

Il welfare aziendale, definito anche come welfare unilaterale o datoriale, è quella forma di welfare privato – fornito cioè dai privati e non dallo Stato – che si caratterizza per la scelta volontaria del datore di lavoro di mettere a disposizione dei propri dipendenti risorse economiche che consentono l’accesso alla fruizione diretta di beni e servizi.  

Grazie allo sviluppo negli ultimi anni dei piani di welfare, si sono diffuse nelle aziende delle prassi che hanno favorito la creazione di veri e propri «conti welfare» ossia di un credito welfare (budget figurativo di spesa), messo a disposizione dei dipendenti, di solito attraverso l’accesso a piattaforme create ad hoc per favorire l’accesso ai beni e ai servizi di welfare. I piani di welfare aziendale funzionano, di regola, attraverso specifici accordi tra il datore di lavoro e i gestori delle piattaforme, quali ad es. Edenred, Sodexo, Day Welfare, Eudaimon

Welfare contrattuale, definizione

L’aumento negli ultimi anni delle agevolazioni fiscali, connesse con la predisposizione dei piani di welfare, ha favorito lo sviluppo anche di un’altra forma di welfare, quello definito come welfare negoziale o contrattuale. Anche il welfare contrattuale è una forma di welfare aziendale.

Con il welfare negoziale o contrattuale il datore di lavoro mette a disposizione dei propri dipendenti beni e servizi di welfare non per scelta (o liberalità), ma sulla base di un vero e proprio obbligo contrattuale.

È ad esempio il meccanismo con cui funzionano i piani di welfare aziendale previsti da alcuni contratti collettivi, come quello del settore metalmeccanico.

Il welfare aziendale conviene?

Il welfare aziendale conviene ai lavoratori perché consente di accedere ad una vasta gamma di servizi direttamente disponibili per sé e per i propri familiari, oppure a prestazioni per le quali è possibile ottenere dal datore di lavoro il rimborso della spesa sostenuta. (Cosa si può acquistare con i piani di welfare aziendale?).

Quali sono i vantaggi?

L’adesione al piano di welfare porta vantaggi economici al lavoratore, perché può ottenere il rimborso nel cedolino paga della spesa sostenuta, oppure può usufruire di una vasta gamma di servizi, che altrimenti sarebbe costretto ad acquistare ai prezzi di mercato normalmente applicati al privato cittadino, in assenza della convenzione/accordo con l’azienda.

La possibilità di accedere ad una vasta gamma di beni in natura e di servizi fa sì che il dipendente veda concretamente aumentare il valore netto della propria retribuzione (Vantaggi nell’adesione a piani di welfare aziendale). 

A chi si rivolge il welfare aziendale?

I piani di welfare sono rivolti al dipendente e ai suoi familiari. Per usufruire dei servizi di welfare non è richiesta la condizione di familiare fiscalmente a carico. Tra i familiari che possono usufruire dei servizi di welfare rientrano:

  • il coniuge o anche il partner dell’unione civile;
  • i figli (legittimi, legittimati, naturali, adottivi) o, in loro mancanza, i loro discendenti;
  • i genitori (anche adottivi) o, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi (ad esempio i nonni);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (germani ossia consanguinei o unilaterali come definiti dall’art. 87 c.c.).

Tra le tipologie di servizi offerti dai piani di welfare rientra anche l’assistenza ai familiari non autosufficienti

Che cosa significa non autosufficiente?

Secondo l’Agenzia delle Entrate, con tale termine si intende la situazione, risultante da certificazione medica, di incapacità «a compiere gli atti della vita quotidiana quali, ad esempio, assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche, e provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti».

 

 

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