Bonus 200 euro, a luglio i primi pagamenti

Bonus 200 euro, come funziona

(foto Shutterstock)

30 milioni di italiani ricevono il bonus contro il caro vita: una misura antinflazione da 6 miliardi di euro

Nuovo intervento del Governo per fronteggiare il caro vita provocato dall’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti. Con il decretolegge numero 50 del 2022 è previsto un bonus una tantum a favore di dipendenti, pensionati e autonomi. 

Il governo ha stanziato 6 miliardi di euro per questa nuova misura antinflazione.

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Per la maggior parte dei beneficiari il pagamento è effettuato con la busta paga o l’assegno pensionistico di luglio.

Chi ne ha diritto?

Ricevono il bonus i lavoratori subordinati, i pensionati, i percettori del reddito di cittadinanza. Si stima che siano oltre 30 milioni gli italiani che hanno diritto a ricevere tale importo. 

Nello specifico, ricevono i 200 euro:

  • tutti i lavoratori subordinati, a condizione che tra gennaio e aprile abbiano percepito almeno una retribuzione mensile inferiore a 2.692 euro lordi
  • tutti i pensionati e i beneficiari di pensioni di accompagnamento e di invalidità, a condizione che, nel 2021, abbiano avuto un reddito inferiore a 35.000 euro
  • i disoccupati, percettori di NASPI, DIS- COLL e chi percepisce il reddito di cittadinanza
  • i Co.Co.Co, se nel 2021 hanno avuto un reddito inferiore a 35.000 euro
  • i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport.

Chi paga il bonus?

I 200 euro sono versati direttamente dal datore di lavoro assieme allo stipendio erogato a luglio. Mentre, per tutte le altre categorie di beneficiari, sono versati il dall’INPS.

Il bonus una tantum non costituisce reddito, non è soggetto a tassazione, né a contribuzione, non è cedibile, sequestrabile o pignorabile.

Gli autonomi hanno diritto al bonus?

Il decretolegge ha istituito un fondo da 500 milioni per il bonus 200 euro da destinare agli autonomi e ai professionisti. Nelle prossime settimane è atteso il decreto attuativo. 

La legge, per il momento, prevede un solo presupposto per la richiesta: aver avuto nel 2021 un reddito inferiore a 35.000 euro.

Come fare domanda?

I lavoratori subordinati non devono fare domanda perché il bonus è riconosciuto automaticamente dal proprio datore, previa dichiarazione di non essere titolare di pensione o di reddito di cittadinanza.

Anche i pensionati, i disoccupati e i percettori del reddito di cittadinanza non devono fare domanda e il bonus è riconosciuto automaticamente dall’INPS.

Per tutti gli altri beneficiari (ad esempio, i lavoratori domestici, i Co.co.co.) è invece necessario presentare un’apposita domanda all’INPS.

 

 

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