Una breve guida alla NASpI per i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro
Perdere il lavoro è sempre un momento difficile, ma per fortuna esistono strumenti che possono aiutare a superare questa fase complicata. Tra questi c’è la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione destinata a chi ha perso involontariamente il proprio impiego dopo un un licenziamento.
In generale, infatti, se non lavori più perché hai dato le dimissioni volontarie, allora non hai diritto a questa indennità di disoccupazione mensile. Ma allora in quali casi l’INPS la paga?
La NASpI è un sostegno economico che puoi ricevere per un periodo determinato, in base ai contributi versati e alla tua situazione lavorativa. L’importo massimo per il 2026 è pari a 1.584,70 € lordi.
Con il 2026, sono state introdotte alcune importanti norme che sono andate a modificare il funzionamento di questo istituto.
Vediamo quindi chi può richiederla, quanto viene pagata e in che modo si interrompe il sussidio di disoccupazione Naspi.
NASpI è l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, cioè un’indennità temporanea che ti garantisce una forma di sussistenza, ti spinge a trovare un nuovo lavoro e non a rimanere in disoccupazione.
Si tratta di un’indennità che viene garantita e pagata dallo Stato se rispetti precisi requisiti e condizioni, ad esempio quando perdi involontariamente il lavoro oppure decidi di lasciarlo per validi motivi riconosciuti dalla legge. L’attuale disciplina è dettata dal decreto legislativo numero 22 del 2015.
La NASpI è un sussidio economico dell’INPS pensato per chi ha perso il lavoro. Per capire come funziona, bisogna conoscere il meccanismo su cui si basa.
soldi che finanziano la NASpI vengono versati dai datori di lavoro, in due momenti:
Come viene calcolato l’importo? Si basa sulla media della retribuzione che hai percepito negli ultimi quattro anni e si riduce progressivamente dopo i primi mesi.
La durata dell’indennità dipende dal numero di settimane contributive che hai maturato.
Attenzione: devi presentare la domanda online all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro, altrimenti perdi il diritto alla NASpI.
Vediamo i presupposti per capire chi ha diritto alla Naspi. In generale devono essere rispettati quattro requisiti fondamentali:
Se non conosci quanti contributi hai versato nel tempo e vuoi una conferma sui tuoi requisiti naspi, puoi sempre controllare l’estratto conto contributivo INPS.
È molto semplice fare domanda Naspi, devi solo visitare il sito INPS e accedere all’area riservata con SPID o CIE. Per compilare la richiesta naspi online, nella barra di ricerca scrivi “disoccupazione” e poi clicca su “NASpI: indennità mensile di disoccupazione”.
Una volta cliccato su “utilizza il servizio”, dovrai compilare tutte le sezioni controllando che le informazioni inserite siano giuste.
Se ricevi la Naspi, devi ricordarti alcune importanti scadenze durante l’anno. Ad esempio, hai l’obbligo di dichiarare all’INPS il reddito annuo presunto e riferito all’anno successivo. Inoltre devi dichiarare anche eventuali redditi prodotti da attività di lavoro dipendente o di lavoro autonomo.
La legge, infatti, non vieta di svolgere un altro lavoro mentre percepisci la NASpI, ma prevede precisi vincoli, primo fra tutti comunicare all’INPS questo nuovo lavoro entro 30 giorni dall’inizio.
A tal proposito, ogni anno l’INPS ti chiede di aggiornare questa dichiarazione attraverso un modello specifico chiamato “NASpI-Com”. Come precisato dall’INPS con il messaggio numero 790/2023, è obbligatorio inviare la dichiarazione anche quando il reddito presunto per l’anno successivo è pari a zero.
Questo documento serve per comunicare diversi elementi. Oltre che per dichiarare il reddito, come abbiamo spiegato sopra, serve anche per comunicare all’INPS diverse variazioni come ad esempio:
I tempi di accettazione della domanda NASpI variano solitamente tra 15 e 30 giorni dal momento di presentazione della richiesta. Le domande vengono esaminate dall’INPS in ordine cronologico, dunque prima presenti la domanda e prima otterrai l’eventuale accettazione della domanda di naspi. Il pagamento dell’indennità avviene solo dopo la verifica dei requisiti e la comunicazione dell’esito.
Come comunicano l’accettazione della domanda NASpI? L’accettazione della domanda NASpI viene comunicata dall’INPS tramite una notifica sul portale personale MyINPS, accessibile con SPID, CIE o CNS. Inoltre, l’esito viene inviato anche tramite e-mail o SMS, se forniti durante la compilazione della domanda. Nel messaggio sono indicati sia l’esito della richiesta sia le eventuali istruzioni successive. Tutte le comunicazioni ufficiali sono visibili anche nel “Fascicolo previdenziale del cittadino” sul sito dell’INPS.
Molti si chiedono quanto si prende con la NASpI. L’importo varia in base alla retribuzione degli ultimi quattro anni, ma non può superare il limite massimo di 1.584,70 euro lordi.
Per calcolare quanto ti spetta, si prende la tua retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni e si divide per il numero di settimane contributive. Il risultato viene poi moltiplicato per 4,33.
Se la media è inferiore alla soglia stabilita dall’INPS (aggiornata ogni anno in base all’inflazione), riceverai il 75% dell’importo. Se è superiore, ti spetta anche il 25% della differenza.
Attenzione: l’importo della NASpI si riduce del 3% al mese a partire dal sesto mese di ricezione. Se hai più di 55 anni, la riduzione ha inizio dall’8° mese.
Per sapere il calcolo NASpI dei mesi complessivi è sufficiente dividere a metà il numero totale di settimane contributive degli ultimi 4 anni. Come visto, in ogni caso la durata non può essere superiore a 24 mesi.
Invece, per scoprire come calcolare la NASpI in anticipo, è utile sapere che l’importo della disoccupazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali negli ultimi quattro anni di lavoro, se questa retribuzione è uguale o inferiore a 1.436,61 €.
Attenzione: se la retribuzione media è superiore, hai diritto al 75% di 1.436,61 € oltre al 25% della differenza rispetto all’importo medio superiore.
Facciamo un esempio: se hai una retribuzione media degli ultimi 4 anni di 3.000 € lordi, hai diritto al 75% di 1.436,61 € (quindi 1.077,46 € lordi) oltre al 25% su 1.563,39 € (ossia la differenza tra 3.000 € e 1.436,61 € (quindi 390,85 € lordi), per un totale di circa 1.468,31 € lordi.
Se lavori in somministrazione, hai gli stessi diritti dei lavoratori ordinari e puoi chiedere la NASpI, cioè l’indennità di disoccupazione, quando termina il rapporto con l’agenzia di somministrazione.
Se invece finisce l’attività presso l’azienda utilizzatrice, ma resti legato all’agenzia, hai diritto all’indennità di disponibilità: una somma mensile che ti spetta nei periodi in cui sei in attesa di un nuovo incarico.
Ma c’è di più: se il rapporto con l’agenzia finisce del tutto, puoi accedere a una misura aggiuntiva, oltre alla NASpI. Si chiama indennità SaR, dove “SaR” sta per “Sostegno al Reddito”, ed è pagata da Forma Temp, il fondo per la formazione e il sostegno al reddito di chi lavora in somministrazione.
È un contributo una tantum, con importo variabile tra 780 € e 1.000 €.
Puoi richiedere l’indennità SaR se:
A differenza della NASpI, che si richiede all’INPS, la domanda per il bonus SaR si presenta solo online, attraverso il portale di Forma.Temp.
Il pagamento della NASpI arriva di solito ogni mese, con accredito sul conto corrente che hai indicato nella domanda.
Il pagamento parte dopo che l’INPS ha accettato la richiesta e ha verificato che hai i requisiti.
L’importo viene calcolato in base alla retribuzione media che hai avuto negli ultimi quattro anni di lavoro. Per il 2026, l’importo massimo che puoi ricevere è 1.584,70 € lordi.
Per capire quando viene pagata la NASpI, devi sapere che il pagamento segue la procedura e la tempistica dell’INPS. Di base, dipende dal giorno in cui ti attivi a richiederla.
Questi sono i tempi di pagamento della NASpI:
La NASpI viene pagata ogni mese per una durata pari a metà del numero di settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la conclusione del rapporto di lavoro, fino a un massimo di 24 mesi, cioè due anni.
Facciamo un esempio semplice per capire meglio la durata della Naspi: se nei 4 anni precedenti alla perdita del lavoro hai versato 16 settimane di contributi, cioè circa 4 mesi, hai diritto alla NASpI per 2 mesi, ossia 8 settimane. Se invece hai lavorato per 4 anni ininterrotti hai diritto a 24 mesi di disoccupazione, ossia la misura massima.
Ricordiamo che l’importo della NASpI viene ridotto del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di utilizzo.
Può capitare che il primo pagamento della NASpI sia più basso del previsto. Questo non dipende dal fatto che la NASpI venga pagata ogni 15 giorni, ma dal fatto che il primo pagamento potrebbe essere parziale in base alla data in cui hai presentato la domanda.
Come già detto, i primi 7 giorni successivi alla fine del rapporto di lavoro non vengono pagati. Il primo pagamento avviene a partire dall’8° giorno dopo la richiesta, se hai presentato la domanda entro l’8° giorno dalla cessazione del lavoro.
Dal mese successivo, i pagamenti saranno mensili e regolari, ma nel primo mese l’INPS potrebbe pagare l’indennità in più tranche. Questo è del tutto normale e si stabilizzerà nei mesi successivi.
È semplice scoprire quanti mesi di Naspi si possono percepire: la durata della NASpI è pari alla metà delle settimane lavorative degli ultimi quattro anni. In ogni caso, è ancora più facile scoprire quanti giorni di NASpI rimangono andando direttamente il sito dell’INPS.
Come vedere quanti giorni di naspi mi rimangono? Per scoprirlo ti basterà accedere alla tua posizione personale, selezionare “domande precedenti” e cliccare poi sull’icona “€”: in questa sezione sarà indicata la data finale della naspi.
Hai trovato lavoro, firmi il contratto, ti chiedi quindi come bloccare la NASpI in caso di assunzione.
In caso di lavoro subordinato, non hai l’obbligo di effettuare una comunicazione per interrompere la NASpI. La sospensione NASpI infatti opera automaticamente per effetto dell’invio delle comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro.
L’INPS, incrociando i tuoi dati, procede d’ufficio con la sospensione NASpI. Solo in alcuni casi meno frequenti (come ad esempio impiego all’estero, lavoratore agricolo, lavoro in somministrazione), devi comunicarne la sospensione.
Per scoprire come sospendere la NASpI online, dovrai accedere nella tua area personale nel sito dell’INPS e, nella parte dedicata alla naspi, compilare tutti i dati che vengono richiesti selezionando l’opzione “Eventi che influiscono sul pagamento della prestazione”.
Non è vietato lavorare mentre prendi la NASpI, ma bisogna stare attenti a diversi elementi. Sicuramente perdi la NASpI, quindi smetti di ricevere l’importo quando trovi un nuovo lavoro subordinato a tempo indeterminato oppure quando non comunichi all’INPS il reddito che ti aspetti di prendere da più rapporti di lavoro part-time.
Puoi perdere la NASpI anche se inizi una nuova attività autonoma senza comunicarlo all’INPS oppure quando raggiungi i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
Immagina di aver subito un licenziamento, di aver richiesto la NASpI e che la tua domanda sia stata accettata. Poi trovi un nuovo lavoro, ma in seguito ti dimetti. Cosa succede alla NASpI in questo caso? Puoi riattivarla dopo le dimissioni volontarie?
Se, dopo l’accoglimento della NASpI, accetti un lavoro a tempo determinato per meno di 6 mesi e poi ti dimetti per giusta causa, la NASpI continuerà a essere pagata.
Se invece il nuovo lavoro dura più di 6 mesi, la NASpI cesserà definitivamente e, se successivamente perdi il lavoro, dovrai presentare una nuova domanda.
Un altro caso è se ti dimetti dal primo lavoro, ne trovi un altro e poi subisci un licenziamento.
In questo caso, per avere nuovamente diritto alla NASpI nel 2026, dovrai aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nel secondo rapporto di lavoro. Se non raggiungi questa soglia, non potrai ricevere il sussidio di disoccupazione.
Se ottieni l’assunzione mentre stai ricevendo la NASpI, ci sono diverse possibilità:
Il trattamento integrativo NASpI è un importo aggiuntivo che può spettarti se ricevi l’indennità di disoccupazione e rientri in specifiche condizioni reddituali.
Non devi fare alcuna richiesta: l’INPS calcolerà e pagherà automaticamente l’integrazione, se ne hai diritto.
Per il 2026, il trattamento integrativo NASpI verrà pagato a partire da febbraio, con il recupero della mensilità di gennaio nei mesi successivi o in fase di conguaglio.
Se non vuoi riceverlo, puoi bloccarlo direttamente nella domanda. In alternativa, potrai recuperarlo nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.
Non si può indicare una riduzione precisa della pensione, perché dipende da molte variabili.
In generale, però, la NASpI può incidere sulla tua pensione futura. Durante il periodo in cui la ricevi, l’INPS ti accredita contributi figurativi, cioè contributi “virtuali” che servono a non lasciare buchi nella tua storia contributiva. Il punto è che questi contributi di solito vengono calcolati su una base più bassa rispetto allo stipendio che avevi quando lavoravi. Di conseguenza, i contributi accreditati possono essere inferiori rispetto a quelli di un periodo lavorato normalmente.
Per esempio, se prima della disoccupazione prendevi 1.500 € netti al mese e durante la NASpI i contributi vengono calcolati su una cifra più bassa perché l’indennità è più bassa dello stipendio, nel tempo questo può ridurre leggermente i contributi complessivi utili per la pensione. In pratica, a parità di altre condizioni, potresti ritrovarti con un assegno un po’ più basso rispetto a chi lavora senza interruzioni.
Se hai la cittadinanza italiana, europea o extracomunitaria e ti trasferisci all’estero, puoi continuare a percepire la NASpI, anche se cambi residenza o decidi di mantenerla in Italia. Questo vale sia per i Paesi dell’Unione Europea che per quelli extra UE.
L’INPS ha chiarito che non conta il motivo o la durata del soggiorno all’estero. Tuttavia, ci sono obblighi precisi da rispettare.
Se ricevi la NASpI, devi rispettare i cosiddetti “meccanismi di condizionalità”. Significa che devi:
Queste condizioni rappresentano la maggiore difficoltà per chi decide di trasferirsi all’estero. Per aiutarti a non perdere la possibilità di cercare lavoro in Europa, sono state introdotte delle eccezioni.
Se ti sposti in un altro Paese dell’Unione Europea, per i primi 3 mesi:
Trascorsi i 3 mesi, potrai continuare a ricevere la NASpI, ma dovrai di nuovo rispettare tutti gli obblighi previsti.
Prima di partire, devi:
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