Lavoratori gravemente ammalati

(foto Shutterstock)

Le soluzioni legali per supportare i lavoratori affetti da gravi patologie

È POSSIBILE PROSEGUIRE IL RAPPORTO DI LAVORO SE IL DIPENDENTE HA SUPERATO IL PERIODO DI COMPORTO?

Tutti i lavoratori in malattia hanno diritto per legge a non perdere il posto di lavoro per un determinato periodo. Tale periodo, detto comporto, è stabilito dal contratto collettivo applicato dall’azienda ai suoi lavoratori. Una volta superato il comporto il datore non è obbligato a proseguire il rapporto di lavoro, ma spesso ne ha l’intenzione.
Prima degli interventi su iniziativa volontaria aziendale, esistono, per il dipendente, varie soluzioni legali per proseguire il rapporto e agevolarlo. 

QUALI SONO LE POSSIBILI SOLUZIONI?

Il congedo straordinario

I lavoratori affetti da patologia oncologica, mutilati o invalidi civili con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% possono chiedere un congedo (frazionato o continuativo). Tale congedo deve essere richiesto al datore, è retribuito e dura al massimo 30 giorni all’anno, salvo migliori trattamenti concessi dall’azienda.
Questi 30 giorni non rientrano nel periodo di comporto.

La legge 104 del 1992

Il malato maggiorenne gravemente disabile può godere fino a tre giorni al mese, continuativi o frazionati, di permessi retribuiti. Tali permessi sono a carico dell’INPS ma anticipati dal datore che recupererà le somme in sede di conguaglio.

Oltre ai permessi retribuiti il lavoratore ha diritto a chiedere il trasferimento presso la sede a lui più vicina, quando possibile, e di non essere trasferito salvo suo esplicito consenso.

Le aspettative non retribuite

In generale è un periodo in cui il lavoratore può non lavorare e allo stesso tempo non perdere il lavoro. Le aspettative non retribuite a seguito di una lunga malattia sono ormai disciplinate e previste da gran parte dei contratti collettivi, i quali ne stabiliscono la durata. Qualora non fossero previste, il datore di lavoro ha comunque la facoltà, per evitare il licenziamento del dipendente, di concedere tale aspettativa. A tal fine è utile predisporre una lettera con cui comunicare al dipendente il periodo di aspettativa non retribuita concessa.

Il fondo di assistenza sanitaria integrativa

I contratti collettivi prevedono il pagamento di un contributo mensile a carico del datore e del lavoratore. Questo contributo serve per finanziare dei fondi che si occupano di rimborsare spese sanitarie e di erogare prestazioni nel caso in cui un lavoratore si ammali gravemente. Queste prestazioni non evitano il licenziamento, ma aiutano economicamente chi è costretto ad affrontare ingenti spese al fine di sottoporsi ad interventi e cure legate alla sua condizione patologica.

 

La tua opinione ci sta a cuore. Se vuoi proporre temi o raccontare storie di lavoro, saremo contenti di ascoltarti. Contattaci.

Articoli correlati

Ultimi articoli