NASpI: tutto quello che c’è da sapere

Naspi
(foto Shutterstock)

Una breve guida alla NASpI per i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro

Il mercato del lavoro evolve e si trasforma e i lavoratori fanno parte di questa trasformazione. In che modo? Cambiando lavoro più spesso rispetto al passato oppure, nei casi meno fortunati, a causa di un licenziamento.

È importante allora conoscere le tutele che hai a disposizione, come la NASpI, ossia l’indennità di disoccupazione. La prima cosa da valutare, però, è la modalità con cui hai perso il lavoro. 

In generale, infatti, se non lavori più perché hai dato le dimissioni volontarie, allora non hai diritto a questa indennità di disoccupazione mensile. Ma allora in quali casi l’INPS la paga? E per quanto tempo? Scopriamolo insieme in questo articolo! 

NASpI: cos’è? 

NASpI è l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, cioè un’indennità temporanea che ti garantisce una forma di sussistenza, ti spinge a trovare un nuovo lavoro e non a rimanere in disoccupazione. 

Si tratta di un’indennità che viene garantita e pagata dallo Stato se rispetti precisi requisiti e condizioni, ad esempio quando perdi involontariamente il lavoro oppure decidi di lasciarlo per validi motivi riconosciuti dalla legge. L’attuale disciplina è dettata dal decreto legislativo numero 22 del 2015.

NASpI: i requisiti

Vediamo i presupposti per capire chi ha diritto alla Naspi. In generale devono essere rispettati quattro requisiti fondamentali:

  • devi aver terminato il rapporto di lavoro: significa che non puoi fare domanda di disoccupazione prima che finisca; 
  • bisogna essere in uno stato di “disoccupazione involontaria”, cioè senza lavoro per una causa che non dipende da te, salvo alcune eccezioni; 
  • serve avere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti
  • è necessario dimostrare di aver sottoscritto e accettato la DID cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità con cui si prendi definitivamente lo status di disoccupato.

Se non conosci quanti contributi hai versato nel tempo, puoi sempre controllare l’estratto conto contributivo Inps

Quanto dura la NASpI  

La NASpI viene pagata ogni mese per una durata pari a metà del numero di settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la conclusione del rapporto di lavoro, fino a un massimo di 24 mesi, cioè due anni.

Facciamo un esempio semplice per capire meglio la durata della Naspi: se nei 4 anni precedenti alla perdita del lavoro hai versato 16 settimane di contributi, cioè circa 4 mesi, hai diritto alla NASpI per 2 mesi, ossia 8 settimane. Se invece hai lavorato per 4 anni ininterrotti hai diritto a 24 mesi di disoccupazione, ossia la misura massima.

Ricordiamo che l’importo della NASpI viene ridotto del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di utilizzo.

Dove posso fare la domanda per la NASpI? 

È molto semplice fare domanda Naspi, devi solo visitare il sito INPS e accedere all’area riservata con SPID o CIE. Nella barra di ricerca scrivi “disoccupazione” e poi clicca su “NASpI: indennità mensile di disoccupazione”. Una volta cliccato su “utilizza il servizio”, dovrai compilare tutte le sezioni controllando che le informazioni inserite siano giuste.

NASpI-Com: alcune informazioni utili 

Se ricevi la Naspi, devi ricordarti alcune importanti scadenze durante l’anno. Ad esempio,  sei obbligato a dichiarare all’Inps il reddito annuo presunto e riferito all’anno successivo. Inoltre devi dichiarare anche eventuali redditi prodotti da attività di lavoro dipendente o di lavoro autonomo

La legge, infatti, non vieta di svolgere un altro lavoro mentre percepisci la NASpI, ma prevede precisi vincoli, primo fra tutti comunicare all’INPS questo nuovo lavoro entro 30 giorni dall’inizio.

A tal proposito, ogni anno l’INPS ti chiede di aggiornare questa dichiarazione attraverso un modello specifico chiamato “NASpI-Com”.  Come precisato dall’INPS con il messaggio numero 790/2023, è obbligatorio inviare la dichiarazione anche quando il reddito presunto per l’anno successivo è pari a zero.

Questo documento serve per comunicare diversi elementi. Oltre che per dichiarare il reddito, come abbiamo spiegato sopra, serve anche per comunicare all’Inps diverse variazioni come ad esempio:

  • cambio di indirizzo;
  • cambio di banca/iban;
  • cambio di modalità di pagamento dell’indennità.

Calcolo NASpI 

Per sapere il calcolo NASpI dei mesi complessivi è sufficiente dividere a metà il numero totale di settimane contributive degli ultimi 4 anni. Come visto, in ogni caso la durata non può essere superiore a 24 mesi. 

Invece, per scoprire come calcolare la NASpI in anticipo, è utile sapere che l’importo della disoccupazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali negli ultimi quattro anni di lavoro, se questa retribuzione è uguale o inferiore a 1.352,19 euro.

Attenzione: se la retribuzione media è superiore, hai diritto al 75% di 1.352,19 euro oltre al 25% della differenza rispetto all’importo medio superiore. 

Facciamo un esempio: se hai una retribuzione media degli ultimi 4 anni di 3.000 euro lordi, hai diritto al 75% di 1.352,19 euro (quindi 1.014 euro lordi) oltre al 25% su 1.647,81 euro (ossia la differenza tra 3.000 euro e 1.352,19 euro (quindi 411 euro lordi), per un totale di circa 1.400 euro lordi.

Pagamento NASpI 

Se rimani senza lavoro, quanto tempo devi attendere prima di ricevere i primi pagamenti Naspi? Quando arriva la naspi per i disoccupati?

Il pagamento Naspi segue la procedura e la tempistica dell’INPS. Questi sono i tempi di pagamento della Naspi:

  • dall’ottavo giorno successivo alla data di fine del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla fine, ma entro i termini di legge;
  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

Come vedere quanti giorni di NASpI mi rimangono 

È semplice scoprire quanti mesi di Naspi si possono percepire: la durata della Naspi è pari alla metà delle settimane lavorative degli ultimi quattro anni. In ogni caso, è ancora più facile scoprire quanti giorni di Naspi rimangono andando direttamente il sito dell’INPS

Basterà accedere alla tua posizione personale, selezionare “domande precedenti” e cliccare poi sull’icona “”: in questa sezione sarà indicata la data finale della naspi.

Come interrompere la NASpI 

Hai trovato lavoro, firmi il contratto, ti chiedi quindi come sospendere la naspi.

In caso di lavoro subordinato, non hai l’obbligo di comunicare l’interruzione della Naspi. La sospensione naspi infatti opera automaticamente per effetto dell’invio delle comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro. 

L’INPS, incrociando i dati del lavoratore, procede d’ufficio con la sospensione Naspi. Solo in alcuni casi meno frequenti (come ad esempio impiego all’estero, lavoratore agricolo, lavoro in somministrazione), devi comunicare la sospensione della Naspi in autonomia: dovrai accedere nella tua area personale nel sito dell’INPS e, nella parte dedicata alla naspi, compilare tutti i dati che vengono richiesti selezionando l’opzione “Eventi che influiscono sul pagamento della prestazione”.

Si può lavorare mentre si prende la NASpI? 

Non è vietato lavorare mentre prendi la NASpI, ma bisogna stare attenti a diversi elementi. Sicuramente perdi la NASpI, quindi smetti di ricevere l’importo quando trovi un nuovo lavoro subordinato a tempo indeterminato oppure quando non comunichi all’INPS il reddito che ti aspetti di prendere da più rapporti di lavoro part-time.  

Puoi perdere la NASpI anche se inizi una nuova attività autonoma senza comunicarlo all’INPS oppure quando raggiungi i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. 

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