Legge di Bilancio 2021: le novità per il lavoro

Legge di Bilancio 2021 - le novità per il lavoro

(foto Shutterstock)

Proroga degli ammortizzatori sociali di altre 12 settimane, estensione del divieto di licenziamento per motivi economici fino al 31 marzo 2021. Incentivi per l’assunzione di under 35 e donne, decontribuzione Sud ed estensione del congedo di paternità

Il Parlamento ha approvato la legge di Bilancio per l’anno 2021, con importanti novità che interessano le aziende e il mondo del lavoro.

La legge di Bilancio interviene su tutti i settori più importanti del mondo del lavoro, prevedendo nuove tutele per la salvaguardia dei livelli di occupazione durante la pandemia di Covid-19.

Gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, FIS, ecc) sono prorogati di altre 12 settimane e il divieto di licenziamento per motivi economici è esteso fino al 31 marzo 2021. Sono previsti inoltre importanti incentivi per l’assunzione di lavoratori under 35 e di lavoratrici donne, sotto forma di sgravio contributivo.
Vediamo le principali novità.

Cassa integrazione: 12 settimane per tutti

La manovra concede ulteriori 12 settimane di ammortizzatori sociali (cassa integrazione, FIS, ecc.) per tutte le aziende, a prescindere dal numero di occupati.

Le nuove 12 settimane di cassa possono essere collocate:

  • in un arco temporale dal 1 gennaio al 31 marzo 2021, per le società che ricorrono alla cassa integrazione ordinarie; 
  • dal 1 gennaio al 30 giugno 2021 per tutte le altre.

Possono accedere agli ammortizzatori sociali tutti i lavoratori assunti alla data del 25 marzo 2020 e in forze al 1 gennaio 2021. Anche in questo caso, l’accesso agli ammortizzatori sociali è gratuito, senza alcun onere a carico dell’azienda richiedente.

Blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo

Il divieto di procedere a licenziamenti individuali e collettivi per motivi economici, così come la sospensione delle procedure in corso, è esteso fino al 31 marzo 2021, a prescindere dalle dimensioni della azienda.
Sono confermate tutte le deroghe già previste in precedenza.

È dunque possibile procedere con i licenziamenti motivati da:

  • cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività;
  • fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione.

Viene confermata la possibilità di stipulare, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, degli accordi collettivi aziendali di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, ai quali i lavoratori possono aderire volontariamente, con successivo riconoscimento del trattamento di disoccupazione.

Proroga e rinnovo, senza causale, dei contratti a tempo determinato

Entro il 31 marzo 2021 è consentito effettuare una proroga o un rinnovo dei contratti a tempo determinato anche senza causale, laddove questa sia necessaria. Il periodo massimo di proroga o rinnovo è di 12 mesi e può essere effettuato una sola volta, e sempre nel limite massimo del rapporto di 24 mesi.
Il rinnovo o la proroga devono intervenire entro e non oltre il 31 marzo 2021.

Esonero contributivo al 100% per assunzione di giovani under 35

La manovra estende l’esonero contributivo nella misura del 100% per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di 6.000 euro annui – a favore delle aziende che, nel 2021 e nel 2022, effettuino nuove assunzioni a tempo indeterminato di persone fino a 35 anni o trasformino i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Possono accedere all’esonero contributivo tutti i datori di lavoro che – nei 6 mesi precedenti l’assunzione e nei 9 mesi successivi alla stessa – non procedano a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Per le assunzioni in una sede o unità produttiva in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, l’esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 48 mesi. 

Esonero contributivo totale per l’assunzione di lavoratrici

Per tutte le assunzioni di lavoratrici donne, effettuate nel biennio 2021-2022, è riconosciuto un esonero totale dal pagamento dei contributi previdenziali per la durata di 12 mesi e nel limite massimo di 6.000 euro annui.

L’esonero contributivo spetta a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

Decontribuzione Sud sino al 2027

Viene implementata una ulteriore forma di esonero contributivo a favore delle aziende operanti nel Sud Italia.

A favore dei datori di lavoro del settore privato che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, lo sgravio contributivo è così calcolato:

– al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;

– al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;

– al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029

Congedo di paternità

Viene estesa da 7 a 10 giorni la durata obbligatoria del congedo obbligatorio di paternità per il 2021. Inoltre, il padre ha diritto ad un ulteriore giorno in accordo con la madre e, in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

 

 

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